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Barroso: sì a Eurobond. Arriva "six-pack", prima cessione di sovranità

José Manuel Barroso annuncia che "entro l'anno" vi sarà una proposta per l'introduzione degli Eurobond, mentre il Parlamento europeo ha già approvato la riforma della governance comunitaria, ribattezzata "six-pack": il primo passo verso una più completa cessione di sovranità.

José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, da Strasburgo, non solo dà il suo via libera alla proposta della Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, ma annuncia che "gli eurobond rappresentano il prossimo passo per una maggiore integrazione". Quella degli Eurobond è una vecchia battaglia anche del nostro ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che ne ha da sempre auspicato l'introduzione. Finora però l'idea pareva non essere tra le priorità dell'Unione europea, anche perché per avere gli Eurobond gli Stati nazionali dovranno accettare una cessione di sovranità, come spiegava poco tempo fa anche il commissario UE agli Affari economici Olli Rehn. "Gli eurobond, in qualunque forma venissero introdotti, dovrebbero essere accompagnati da una sorveglianza fiscale e un coordinamento di politiche sostanzialmente rafforzati come controparte essenziale, al fine di evitare azzardi morali e garantire finanze pubbliche sostenibili - spiegava a fine agosto Olli Rehn, precisando - Questo comporterebbe conseguenze inevitabili per la sovranità fiscale", tanto che invitava ad un dibattito di merito negli Stati membri dell'area euro, per vedere se sarebbero pronti ad accettarla. Anche Barroso sottolinea infatti che "una volta che l'eurozona si sarà dotata degli strumenti per garantire integrazione e disciplina, l'emissione di debito comune sarà un passaggio naturale e vantaggioso per tutti". Una idea, questa, che non sembra essere particolarmente apprezzata soprattutto dalla Germania di Angela Mekel e dalla Francia di Nicolas Sarkozy, che invece punterebbero ad una "rinazionalizzazione" delle politiche europee. Un "ritorno alla frammentazione", evidenzia però Barroso nel suo "Discorso sullo Stato dell'Unione", che "sarebbe la morte dell'UE", affermando che sarà invece "l'integrazione economica a garantire la pace". "I governi europei non possono fare da soli - insiste Barroso - non si può avere un approccio intergovernativo se vogliamo avere un mercato unico", respingendo così di fatto la candidatura di un Herman Van Rompuy a presidente del Consiglio dell'eurogruppo, lanciata sempre da Berlino e Parigi (http://is.gd/uU2Uzc). E mentre la proposta degli Eurobond sarà lanciata "entro l'anno", il Parlamento europeo ha già approvato la riforma della governance comunitaria, che stabilisce regole più stringenti ed un nuovo sistema di sanzioni per prevenire nuove crisi del debito. In poche parole, la riforma legislativa, già ribattezzata "six-pack", imporrà "ai governi con alti livelli di deficit e di debito di depositare in un conto fruttifero dei fondi che potranno essere prelevati a titolo di sanzione in caso di mancato rientro nei parametri dei conti pubblici" come spiega l'agenzia di stampa Asca. Con queste nuove regole, che dovranno ricevere l'approvazione finale dall'Ecofin in programma il prossimo 4 ottobre per farle entrare in vigore dal 1 gennaio 2012, la Commissione UE potrà "chiedere ai governi di adottare misure correttive per ridurre deficit e debiti". Se i governi ignoreranno la richiesta, saranno obbligati a depositare "l'equivalente dello 0,2% del prodotto interno lordo" in un fondo speciale, soldi che andranno perduti se il deficit dello Stato in questione sarà superiore al 3% (come quello dell'Italia). Questa riforma, inoltre, ribalta la regola attualmente vigente del Patto di Stabilità, perché la "multa" sarà infatti tolta, se lo Stato colpito farà ricorso, solo se otterrà il sostegno della maggioranza degli Stati membri dell'EU. Il "six-pack", insomma, sembra essere il primo passo verso quella cessione di sovranità che gli Stati sovrani, da qui a breve, saranno costretti a trasferire se vorranno rimanere all'interno della comunità europea.

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