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Mark Chapman omicida di John Lennon chiede libertà. Il no di Yoko Ono

Mark Chapman nel 1980 aveva tanti "piccoli uomini" in testa che lo supplicavano di "non farlo" ma lui a John Lennon sparò lo stesso. Ora a 57 anni ritenta la carta della libertà condizionata. Ma Yoko Ono e famiglia si oppongono.

Era l'8 dicembre del 1980 e Mark Chapman, 25 anni, disse: "Ehi, Mr Lennon! Sta per entrare nella storia" e lo colpì con quattro colpi di pistola. Da quel giorno anche Mark Chapman entrò nella storia, ed entrò anche in carcere, da dove non è riuscito più ad uscire. Anche se ci tenta ogni due anni. Dal 2000 l'uomo che assassinò John Lennon può infatti chiedere la libertà condizionata con scadenze biennali. E dal Wende Correctional Facility di Alden (New York), una prigione di massima sicurezza, Chapman uscirà oggi per partecipare all'udienza che deciderà sulla sua sorte, come ha già fatto sette volte da quando è incarcerato. A fine settimana arriverà la decisione del giudice. Yoko Ono e la sua famiglia si oppongono alla libertà condizionata di Mark Chapman perché lo ritengono, a buon diritto, ancora un pericolo per la loro incolumità. Mark Chapman all'epoca disse che voleva punire Lennon per il suo ateismo, ma nelle sue parole non c'era astio religioso ma la pura follia di un uomo che interloquiva con un popolo di "piccoli uomini" come riportato dall'intervista all'assassino dal giornalista Jack Jones. Nell'ultima udienza in cui chiedeva di essere scarcerato, era il 2010, Chapman aveva affermato che dopo l'omicidio di John Lennon avrebbe ucciso anche Johnny Carson ed Elizabeth Taylor.

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