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Jobs Act: verso il contratto a tutele crescenti, per abolire l'articolo 18

Mentre Matteo Renzi annuncia che bisogna "dare regole che siano sostanzialmente uguali per tutti", in Commissione Lavoro del Senato è stato presentato un emendamento che regolerà le nuove assunzioni" con un "contratto a tempo indeterminatom a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio", che prevede in caso di cessazione del rapporto lavorativo, un indennizzo proporzionato all'anzianità e dunque senza l'applicazione del reintegro previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Mentre Matteo Renzi annuncia che bisogna "dare regole che siano sostanzialmente uguali per tutti", in Parlamento è stato presentato alla Commissione Lavoro del Senato un emendamento del governo, concordato con il relatore Maurizio Sacconi (Ncd) e la maggioranza, che riscrive l’articolo 4 del Ddl con il Jobs Act sui contratti. La principale novità riguarda il contratto a tutele crescenti. Verrebbe previsto infatti che "per le nuove assunzioni" il "contratto a tempo indeterminato" dovrà essere "a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio". Per nuove assunzioni si intende non solo il primo inserimento nel mondo del lavoro ma anche il reinserimento, quandi ogni nuovo contratto. Il relatore Maurizio Sacconi ha precisato che l'applicazione del contratto "a tempo indeterminato" a tutele crescenti "alle nuove assunzioni" prevederebbe, in caso di cessazione del rapporto lavorativo, un indennizzo proporzionato appunto all’anzianità e dunque senza l'applicazione del reintegro previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. "A regime - ha anticipato Sacconi - sarà per tutti quello". Una mediazione, quindi, con quelle parti che chiedevano fin da subito l'abolizione dell'articolo 18. Nella riunione mattutina di giovedì 18 settembre la commissione Lavoro dovrebbe dare l'ok al nuovo articolo 4, l'ultimo rimasto da esaminare dell’intero provvedimento. Il Ddl dovrebbe quindi approdare in Aula tra martedì 23 settembre e mercoledì 24 settembre, mentre il voto in Senato è atteso per fine mese. Successivamente, il disegno di legge passerà alla Camera. Se l'iter del ddl procederà spedito e passerà il vaglio del Parlamento, il governo utilizzerà entro 6 mesi dei decreti delegati per redigere "un testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro".

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