le notizie che fanno testo, dal 2010

Jobs Act: salario minimo Italia in arrivo. CGIL: per pagare meno i lavoratori

In uno dei prossimi decreti attuativi del Jobs Act verranno stabilite le regole, e la cifra, di un salario minimo. Il salario minimo in Italia dovrebbe oscillare dai 7 ai 6 e mezzo euro l'ora. Dubbiosi i sindacati. La CGIL avverte: Il rischio è che attraverso il salario minimo si finisca per pagare meno i lavoratori". La CGIL chiede invece di dare vera "attuazione all'articolo 39 della Costituzione".

In uno dei prossimi decreti attuativi del Jobs Act che dovrebbe riscrivere le regole sul collocamento verranno stabilite le regole, e la cifra, di un salario minimo. Stando alle prime indiscrezioni, il salario minimo in Italia dovrebbe oscillare dai 7 ai 6 e mezzo euro l'ora, ed a beneficiarne saranno i lavoratori che non sono già regolamentati da un contratto nazionale. Anche i contratti di collaborazione (co.co.co) saranno regolati in base al salario minimo, in attesa del loro superamento. Finora, in Italia, le retribuzioni sono il frutto di una contrattazione tra il dipendente e datore di lavoro, e spesso il "salario minimo" viene concordato attraverso una contrattazione con i sindacati di categoria. Proprio i sindacati rimangono dubbiosi in merito all'introduzione di un salario minimo in Italia. Intervenendo a Radio Anch'io il segretario confederale della CGIL, Fabrizio Solari, spiega infatti: "Dando attuazione all'articolo 39 della Costituzione, che prevede la possibilità che venga estesa a tutti la cogenza del minimo contrattuale, avremmo la certezza della tutela dei lavoratori con minimi sensibilmente più alti rispetto a quelli ipotizzati e, comunque, determinati dalla contrattazione". Solari evidenzia: "La spiegazione da parte del governo dei provvedimenti intorno al Jobs Act sembra un format: si continuano a propagandare misure che sembra abbiano l'aspetto di essere inclusive, di allargare i diritti e di migliorare la condizione delle persone". La CGIL, attraverso il suo segretario Susanna Camusso, avverte infatti che il rischio è che "attraverso il salario minimo si finisca per pagare meno i lavoratori". La CGIL chiede quindi, invece di introdurre un salario minimo in Italia, di dare vera "attuazione all'articolo 39 della Costituzione" che prevede la possibilità per i sindacati di "stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce". Fabrizio Solari fa quindi un esempio: "Se oggi un lavoratore dipendente di un'azienda che non fa parte di un'associazione imprenditoriale che ha firmato contratti, quel lavoratore non ha la certezza del diritto, se non attraverso una eventuale sentenza favorevole, dell'applicazione del contratto nazionale. Ecco perché bisogna dare attuazione all'articolo 39, per questa via non ci sarebbe bisogno di alcun intervento legislativo e, soprattutto, per avere un minimo contrattuale più alto di quello ipotizzato".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: