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Jobs Act: meno 29,4% tempo indeterminato e più 7,4% licenziamenti nel secondo trimestre 2016

Drastica riduzione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel secondo trimestre 2016. Il Ministero del Lavoro segna il 29,4% in meno rispetto allo scorso anno. Aumentano invece i licenziamenti, più 7,4%.

Nonostante cerchi di mascherare i dati allamanti sull'economia italiana, Matteo Renzi deve fare i conti (e proprio il caso di dirlo) con i numeri che sanciscono l'inutilità del Jobs Act per far risalire l'occupazione. Nel secondo trimestre 2016 infatti calano i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (o meglio a tutele crescenti).

Il rapporto del Ministero del Lavoro relativo alle Comunicazioni obbligatorie tra aprile - giugno rivela infatti che le attivazioni dei contratti a tempo indeterminato sono state 392.043, vale a dire il 29,4% in meno rispetto allo scorso anno (-163.099), quando cioè il governo aveva messo sul piatto una grossa fetta di incentivi per i datori di lavoro.

Aumentano invece i licenziamenti, con un più 7,4% sul secondo trimestre 2016. Al contrario, in aumento del 26,2% i contratti di apprendistato.

Ad agosto già l'Inps aveva messo in evidenza la frenata dei posti a tempo indeterminato. I dati comunicati dal Ministero del Lavoro però sono più completi, perché comprendono il lavoro dipendente nel suo insieme (agricoli, domestici e Pubblica Amministrazione inclusi) e i contratti di collaborazione.

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