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Jobs Act incassa fiducia al Senato. Renzi contro "sceneggiate" del M5S

L'emendamento governativo che sostituisce il Jobs Act è stato approvato con il voto di fiducia al Senato. Soddisfatto Matteo Renzi, mentre Lorenzo Guerini commenta la non partecipazione al voto di fiducia sul Jobs Act di Felice Casson, Corradino Mineo e Lucrezia Ricchiuti.

Con 165 voti favorevoli, 111 contrari e due astensioni il Senato, nella seduta pomeridiana di mercoledì 8 ottobre, ha approvato l'emendamento governativo, interamente sostitutivo del disegno di legge n. 1428 di delega sul lavoro (cosiddetto Jobs Act), sull'approvazione del quale l'esecutivo aveva posto la questione di fiducia. La parola passa ora alla Camera per la seconda lettura del provvedimento. Matteo Renzi, nonostante abbia incassato la fiducia (che peraltro appariva scontata nonostante le resistenze al Jobs Act della minoranza del PD), ha voluto questa mattina continuare a parlare di quelle che il premier definisce "le sceneggiate" di parte dell'opposizione, riferendosi alla bagarre in Aula da parte del MoVimento 5 Stelle. "Continuare a fare le sceneggiate di ieri è un problema soprattutto per loro - afferma Renzi - noi andiamo avanti tranquilli". Il premier è infatti molto soddisfatto del forte scarto di voti della maggioranza. Infine, un inciso sul senatore del PD Walter Tocci, che ha annunciato le sue dimissioni da parlamentare dopo il voto di fiducia poiché contrario al Jobs Act. Renzi precisa: "Farò di tutto perché Walter Tocci, che è una persona che stimo molto, continui a fare il senatore. - aggiungendo - ha espresso le proprie posizioni, ha scelto una linea politica ma ha accettato quello che il partito ha detto. La sua intelligenza, la sua passione e la sua competenza sono necessarie a un partito che ha il 41% dei consensi. Proverò a dirgli che le sue dimissioni dal Senato sarebbero un errore". Il vicesegretario del PD Lorenzo Guerini commenta invece la non partecipazione al voto di fiducia sul Jobs Act di Felice Casson, Corradino Mineo e Lucrezia Ricchiuti, anticipando che la questione verrà discussa durante "l'assemblea dei senatori e anche la direzione del 20 ottobre".

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