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Jobs Act: finiti gli sgravi, finite le assunzioni. Rimane il boom dei voucher

Finiti gli sgravi, finite (o quasi) le assunzioni. L'Inps certifica infatti che dopo il taglio delle agevolazioni contributive, a gennaio 2016 le aperture di contratti a tempo indeterminato hanno avuto un calo del 39,5% rispetto all'inizio dello scorso anno.

Finiti gli sgravi, finite (o quasi) le assunzioni, che spesso erano in realtà trasformazioni di contratti a termine proprio per sfruttare i contributi del governo. L'Inps certifica infatti che dopo il taglio delle agevolazioni contributive, a gennaio 2016 le aperture di contratti a tempo indeterminato (meglio chiamarli a tutele crescenti) sono state infatti poco meno di 107mila, in calo del 39,5% rispetto all'inizio dello scorso anno. Nella legge di stabilità infatti la decontribuzione è stata ridotta sia per numero di anni (da tre a due) sia d'importo (meno 40%). Ma le assunzioni sono calate di circa un quarto rispetto al gennaio 2015 anche se si considera il totale dei contratti, compresi quelli a termine e di apprendistato, il che dimostra che la ripresa in Italia non è che stenta a decollare ma è incollata a terra per mancanza di rifornimenti, cioè una seria politica di investimenti (che non è quella a suon di bonus elettorali). A dimostrazione che il Jobs Act non è riuscito ad eliminare la precarietà inoltre anche il fatto che continua inarrestabile l'utilizzo dei voucher, i buoni del lavoro con cui pagare il lavoro accessorio. A gennaio del 2016, rispetto al gennaio 2015, i voucher hanno registrato un incremento del 36% pari a 9,2 milioni di buoni venduti.

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