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Jobs Act: al via contratto a tutele crescenti. Due lavoratori, due tutele

Il CdM ha varato i decreti attuativi della riforma del lavoro Dal 1 marzo 2015, quindi, si applicheranno le nuove regole del Jobs Act, solo per il settore privato e solo per i neo assunti. Il governo stabilisce una nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi nel settore provato. Abolito l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Nessun reintegro sul posto di lavoro per i licenziamenti senza giusta causa, anche collettivi.

Varati ieri, dopo circa 5 ore di Consiglio dei Ministri, i decreti attuativi della riforma del lavoro. Dal 1 marzo 2015, quindi, si applicheranno le nuove regole del Jobs Act, solo per il settore privato e solo per i neo assunti. A breve, quindi, dentro una stessa azienda ci saranno due gruppi di lavoratori con tutele differenti. Per prima cosa, e non tenendo conto di quanto chiesto dalle Commissioni lavoro di Camera e Senato, il governo stabilisce una nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi. Per tutti i neo assunti a tempo indeterminato, infatti, verrà applicato il contratto a tutele crescenti. Abolito l'articolo 18 dello Statuto de lavoratori. Con i nuovi contratti pensati per il Jobs Act, infatti, non ci sarà più il reintegro sul posto di lavoro, tranne se i licenziamenti saranno discriminatori (per ragioni politiche, religiose, di razza, ecc). Per i licenziamenti disciplinari, invece, la reintegrazione resta solo per quella in cui sia accertata (da un giudice) "l’insussistenza del fatto materiale contestato". Per tutti gli altri licenziamenti senza giusta causa il contratto a tutele crescenti introduce solo un risarcimento, commisurato all'anzianità di servizio e, quindi, sottratta alla discrezionalità del giudice. Il risarcimento, comunque, va però da due mensilità per ogni anno di anzianità di servizio, con un minimo di 4 ed un massimo di 24 mesi. Per le piccole imprese la reintegra resta solo per i casi di licenziamenti nulli e discriminatori e intimati in forma orale. Negli altri casi di licenziamenti ingiustificati è prevista un'indennità crescente di una mensilità per anno di servizio con un minimo di 2 e un massimo di 6 mensilità. Per i licenziamenti collettivi il decreto stabilisce che, in caso di violazione delle procedure (art. 4, comma 12, legge 223/1991) o dei criteri di scelta (art. 5, comma 1), si applica sempre il regime dell'indennizzo monetario che vale per gli individuali (da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mensilità). Il Jobs Act prevede anche, per evitare che il lavoratore citi in giudizio il datotre di lavoro, di fare ricorso alla nuova conciliazione facoltativa incentivata. In questo caso il datore di lavoro offre una somma esente da imposizione fiscale e contributiva pari ad un mese per ogni anno di servizio, non inferiore a due e sino ad un massimo di diciotto mensilità. Con l’accettazione il lavoratore rinuncia alla causa.

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