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Jobs Act: aboliti CoCoPro. Ok al demansionamento

Le nuove regole del Jobs Act, che disciplinano i licenziamenti individuali e collettivi nel settore privato e prevedono disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali (Naspi, Asdi, Dis-Col), modificano anche le tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni. La riforma del lavoro abolisce i contratti di collaborazione a progetto (CoCoPro), quelli di associazione in partecipazione con apporto di lavoro ed il job sharing. Il Jobs Act prevede infine la possibilità di demansionamento del lavoratori.

Le nuove regole del Jobs Act, che disciplinano i licenziamenti individuali e collettivi nel settore privato e prevedono disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali (Naspi, Asdi, Dis-Col), modificano anche le tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni. Prevedendo il contratto a tutele crescenti, il governo ha stabilito che a partire dall’entrata in vigore del decreto della riforma del lavoro (1 marzo 2015) non potranno essere attivati nuovi contratti di collaborazione a progetto (CoCoPro), mentre quelli già in essere potranno proseguire fino alla loro scadenza. Il Jobs Act stabilisce inoltre che comunque, a partire dal 1 gennaio 2016 ai rapporti di collaborazione personali con contenuto ripetitivo ed etero-organizzati dal datore di lavoro saranno applicate le norme del lavoro subordinato. Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che prevedono discipline specifiche relative al trattamento economico e normativo in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore e poche altri tipi di collaborazioni.

Con il Jobs Act, inoltre, vengono superati i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro ed il job sharing. Vengono invece confermate le seguenti tipologie:
- Contratto a tempo determinato cui non sono apportate modifiche sostanziali.
- Contratto di somministrazione. Per il contratto di somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing) si prevede un'estensione del campo di applicazione, eliminando le causali e fissando al contempo un limite percentuale all’utilizzo calcolato sul totale dei dipendenti a tempo indeterminato dell’impresa che vi fa ricorso (10%).
- Contratto a chiamata. Viene confermata anche l’attuale modalità tecnologica, sms, di tracciabilità dell’attivazione del contratto.
- Lavoro accessorio (voucher). Verrà elevato il tetto dell’importo per il lavoratore fino a 7.000 euro, restando comunque nei limiti della no-tax area, e verrà introdotta la tracciabilità con tecnologia sms come per il lavoro a chiamata.
- Apprendistato. Si punta a semplificare l’apprendistato di primo livello (per il diploma e la qualifica professionale) e di terzo livello (alta formazione e ricerca) riducendone anche i costi per le imprese che vi fanno ricorso, nell’ottica di favorirne l’utilizzo in coerenza con le norme sull’alternanza scuola-lavoro.
- Part-time. Vengono definiti i limiti e le modalità con cui, in assenza di previsioni al proposito del contratto collettivo, il datore di lavoro può chiedere al lavoratore lo svolgimento di lavoro supplementare e le parti possono pattuire clausole elastiche (le clausole che consentono lo spostamento della collocazione dell’orario di lavoro) o flessibili (le clausole che consentono la variazione in aumento dell’orario di lavoro nel part- time verticale o misto). Viene inoltre prevista la possibilità, per il lavoratore, di richiedere il passaggio al part-time in caso di necessità di cura connesse a malattie gravi o in alternativa alla fruizione del congedo parentale.

Il Jobs Act prevede infine la possibilità di demansionamento del lavoratori. La riforma del lavoro, infatti, prevede che in presenza di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale e negli altri casi individuati dai contratti collettivi, l'impresa potrà modificare le mansioni di un lavoratore fino ad un livello, senza modificare il suo trattamento economico (salvo trattamenti accessori legati alla specifica modalità di svolgimento del lavoro). Viene altresì prevista la possibilità di accordi individuali, 'in sede protetta', tra datore di lavoro e lavoratore che possano prevedere la modifica anche del livello di inquadramento e della retribuzione al fine della conservazione dell’occupazione, dell’acquisizione di una diversa professionalità o del miglioramento delle condizioni di vita.

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