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Jobs Act: CGIL e UIL promettono "lotte crescenti"

Delusi i sindacati, soprattutto CGIL e UIL, dopo il tavolo a Palazzo Chigi sull'attuazione del Jobs Act. Il leader della UIL, Carmelo Barbagallo, avvisa il governo Renzi che ci saranno "lotte crescenti" mentre Susanna Camusso, segretario della CGIL, denuncia che "c'è la netta sensazione che vogliano trovare una formulazione tale da rendere inefficace la tutela della reintegra per tutti i casi che non sia il solo e puro licenziamento discriminatorio".

Delusi i sindacati, soprattutto CGIL e UIL, dopo il tavolo a Palazzo Chigi sull'attuazione del Jobs Act, norme che dovranno essere scritte dal governo entro 6 mesi. Susanna Camusso, segretario della CGIL, sottolinea infatti: "Al netto delle divergenze, che restano tutte, è difficile fare un confronto su materie complesse senza avere un testo". Il leader della UIL, Carmelo Barbagallo, avvisa invece il governo Renzi: "E' singolare constatare come questo provvedimento entusiasmi la parte datoriale. - aggiungendo - Era stato promesso ai giovani che si sarebbe parlato, per loro, di occupazione: oggi però la riunione è iniziata parlando di licenziamenti". Barbagallo quindi avverte: "Aspettiamo di leggere i testi, ma se le cose fossero così come le avete dette, vi promettiamo lotte crescenti". Per il momento, i sindacati non prevedono altri incontri con il governo visto che l'atteggiamento rimane "indisponibile ad avere un normale rapporto con le parti sociali e più arretrato che a livello europeo" come chiarisce Susanna Camusso. Al termine dell'incontro il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, precisa infatti che l'esecutivo ha "illustrato le sue posizioni, discusso con le parti sociali, raccolto istanze e sollecitazioni, ma sapendo che non ci sarà trattativa", annunciando che con i decreti attuativi alla delega si andranno a "spostare il numero più alto delle tipologie contrattuali nel nuovo contratto a tutele crescenti". La Camusso precisa però che più che a "tutele" il governo "ha illustrato quello che potremmo definire 'contratto a monetizzazione crescente'. - aggiungendo - Il cuore della proposta è che si passa da una tutela reale, concreta, alla monetizzazione di quella tutela". Il leader della CGIL denuncia poi il fatto che "il governo sugli ammortizzatori sociali non ha presentato nessuna traccia" mentre per quanto riguarda la definizione dei licenziamenti disciplinari illegittimi "c'è la netta sensazione che vogliano trovare una formulazione tale da rendere inefficace la tutela della reintegra per tutti i casi che non sia il solo e puro licenziamento discriminatorio".

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