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Jobs Act: 1 milione di contratti incentivati, ma non nuovi assunti

Con il Jobs Act ci potrebbero essere "1 milione di nuovi contratti incentivati", ma questo potrebbe non tradursi in un calo della disoccupazione in Italia poiché "è molto probabile che una buona parte di questi contratti incentivati sia il risultato della trasformazione di contratti precari" come sottolinea la Cgia di Mestre.

A seguito della legge di stabilità 2015 con il Jobs Act le aziende che quest’anno assumeranno un dipendente con un contratto a tempo indeterminato potranno beneficiare dello sgravio totale dei contributi Inps per 36 mesi e della deducibilità integrale, dal calcolo della base imponibile Irap, della componente del costo del lavoro. Per questo motivo, "la decontribuzione triennale per i nuovi assunti a tempo indeterminato e le misure del Jobs Act daranno luogo, come riportato nella Relazione tecnica alla legge di stabilità del 2015, a 1 milione di nuovi contratti incentivati" sottolinea la Cgia di Mestre. In realtà, queste non saranno vere e proprie "nuove assunzioni". La stessa Cgia evidenzia infatti che il milione di assunti con contratto a tutele crescenti "non necessariamente si tradurrà in un aumento di pari importo della platea occupazionale presente nel Paese" poiché "è molto probabile che una buona parte di questi contratti incentivati sia il risultato della trasformazione di contratti precari". La disoccupazione in Italia, quindi, potrebbe non scendere nonostante lo Stato, per la decontribuzione totale Inps in capo alle imprese, costerà tra gli anni 2015 e 2018 ben 15 miliardi di euro.

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