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Inps: 600 milioni di gravi indebitamente percepiti. Brunetta: Jobs Act è una bolla

L'Inps stima "un totale di 600 milioni di euro di sgravi contributivi indebitamente percepiti nel triennio 2015-2017". Si tratta di circa 100mila lavoratori su un milione e mezzo di assunti nel 2015 con l'esonero totale di contributi previdenziali, dato che coinvolge circa 60mila aziende. Brunetta commenta: Renzi ha ingorato chi avvertiva che Jobs Act era una bolla.

"Dopo i dati diffusi ieri dall'Inps che svelano l'imbroglio del Jobs Act, le opzioni sono due: o Matteo Renzi accuserà Tito Boeri di 'gufare' contro il governo oppure, senza troppi giri di parole, lo esautorerà da presidente del nostro istituto di previdenza" afferma in una nota Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.
L'Inps stima infatti "un totale di 600 milioni di euro di sgravi contributivi indebitamente percepiti nel triennio 2015-2017". Sgravi contributivi previsti dal Jobs Act che i soggetti non avevano diritto di percepire e che l'Inps conta di riportare nel gettito pubblico. Si tratta di circa 100mila lavoratori su un milione e mezzo di assunti nel 2015 con l'esonero totale di contributi previdenziali, dato che coinvolge circa 60mila aziende. Il bonus contributivo, introdotto con la legge di stabilità 2015, prevedeva l'esonero totale dei contributi per tre anni fino a 8mila euro per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato, sia che fosse nuova occupazione sia che fosse la trasformazione di un contratto precario.
Brunetta quindi osserva: "Al Presidente del Consiglio, lo sappiamo, non piace la verità dei fatti, ma la narrazione della realtà come lui vorrebbe che fosse. Così per due anni ha cantato le lodi del Jobs Act (e di se stesso), ignorando quanti sostenevano, a ragione, che si trattasse di una bolla, che le nuove regole del mercato del lavoro non creavano nuova occupazione, mentre cambiava solo la forma di contratti già esistenti, e che i costi sostenuti dallo Stato erano esagerati rispetto allo scarso effetto prodotto".
"Lo abbiamo analizzato e criticato tecnicamente, il Jobs Act, ma in verità non ci aspettavamo anche la truffa delle false assunzioni da parte delle aziende per ottenere i contributi, come denunciato dall'Inps. - conclude l'esponente forzista - Al danno la beffa. Matteo Renzi venga in Parlamento a riferire sui veri risultati del Jobs Act e sulle distorsioni che ha prodotto nel mercato del lavoro. E non perseveri nell'errore, ai soli fini della sua irresponsabile propaganda. Non lo merita il Paese, non lo meritano i giovani italiani che un lavoro, nonostante il Jobs Act, ancora non ce l'hanno".

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