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Lettera minatoria Bocchino: bisogna abbassare i toni

"Caro infame, se riesco a venire a Roma ti faccio la posta e ti sparo un colpo in testa", è l'incipit della lettera minatoria indirizzata al al capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera Italo Bocchino, "figlia di un clima politico troppo arroventato".

"Caro infame, se riesco a venire a Roma ti faccio la posta e ti sparo un colpo in testa. Non è una minaccia, è una promessa! Viva Silvio, abbasso Fini l'infame". E' questo il contenuto della lettera di minacce indirizzata al capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera Italo Bocchino. Nella missiva ci sarebbe anche il nome del mittente, anche se probabilmente è un nome di fantasia, e anche la città di residenza, Cosenza. Naturalmente tutte le autorità politiche si sono strette in segno di solidarietà a Bocchino, come la "più sentita solidarietà" espressa dal vice presidente della Camera, Maurizio Lupi (PdL) sostenendo poi che "il clima nel nostro Paese sta diventando sempre più irresponsabile e si moltiplicano segnali che non ci lasciano stare tranquilli".
Anche il Ministro della Giustizia Angelino Alfano sostiene che le minacce indirizzate a Bocchino sono "l'ennesimo, vile segnale di una stagione di intolleranza che non deve essere sottovalutata".
Sullo stesso tono il Ministro della Difesa Ignazio La Russa che rinnova "l'auspicio di abbassare i toni della dialettica" ed esprime a Italo Bocchino la sua "sincera e amichevole solidarietà".
Carmelo Lo Monte, capogruppo Mpa alla Camera, sostiene poi che "a lettera minatoria" indirizzata a Bocchino "è figlia di un clima politico troppo arroventato".

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