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Torna la nazionale tra proteste e "vergogna"

La nazionale azzurra è tornata in Italia alle 8.30 di questa mattina, chiudendo definitivamente la fallimentare spedizione in Sudafrica. Ad attenderli dai tifosi che gridavano "vergona".

Trenta persone per gridare "vergogna" a nome di tutta l'Italia. La nazionale azzurra è tornata in Italia alle 8.30 di questa mattina, chiudendo definitivamente la fallimentare spedizione in Sudafrica. E' stata accolta da uno sparuto gruppo di tifosi a Fiumicino che hanno incitato cori ben poco piacevoli nei confronti dei giocatori. I più bersagliati sono stati Cannavaro e Gilardino. Tanti cori contro l'ormai ex CT Marcello Lippi. Ad attendere l'uscita degli azzurri anche un folto numero di giornalisti e fotoreporter. Gli azzurri sono quindi sfilati senza proferire parola, protetti dagli agenti di polizia, per poi raggiungere le auto private che li attendevano fuori dal'areoporto. Il tutto è durato alcuni minuti.
Uno dei pochi ad aver parlato è stato uno dei più contestati, Alberto Gilardino. "Sarò grato e riconoscente nei confronti di Lippi per tutta la mia vita per quello che ha fatto per me in tutti questi anni". Così l'attacante all'uscita dell'aeroporto: "Peccato essere usciti prematuramente, questa e' stata la cosa piu' dolorosa", ha aggiunto l'attaccante della Fiorentina che riguardo al suo futuro in nazionale ha commentato, "Prandelli mi conosce benissimo, con lui ho trascorso stagioni entusiasmanti". "E' un dispiacere enorme: ora c'è da rialzarsi come ha sempre fatto l'Italia, come ha sempre fatto questo gruppo nei momenti di difficoltà e quindi cercheremo di lavorare per il futuro: sicuramente il nuovo staff e Prandelli cercheranno di formare un nuovo gruppo forte, come quello del 2006".

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