In una Firenze tutta per il Ct Prandelli, la sua "giovane" Italia batte le Isole Far Oer per 5 a 0. Gli azzurri sono ora a punteggio pieno, ma l'importante ieri sera però non era vincere, obiettivo era convincere ma soprattutto convincersi che questa Italia potrà andare lontano.
In una Firenze tutta per il Ct Prandelli, la sua "giovane" Italia batte le Isole Far Oer per 5 a 0. Gli azzurri sono ora a punteggio pieno, ma in un girone che deve ancora dire le cose più significative. L'importante ieri sera però non era vincere, nemmemo vincere tanto a poco. L'obiettivo era convincere ma soprattutto convincersi che questa Italia potrà andare lontano. E' stato così, forse perché era la prima partita giocata in patria, forse perché il pubblico era quello che ha sempre sostenuto il Ct fino a pochi mesi fa quando guidava la Fiorentina, o forse semplicemente perché l'avversario affrontato non è mai sembrato all'altezza. Ma l’Italia vista contro le Far Oer, molto più sicura e dinamica rispetto a quella vista contro l’Estonia, è piaciuta. Su tutto l’impegno, il movimento, il fraseggio e tutto questo potrà essere un buon allenamento in vista dei match più impegnativi. Ad aprire le danze ci ha pensato Gilardino all'11esimo minuto del primo tempo, che ritorna al gol in azzurro con un bel colpo di testa. A quel punto l'Italia appare più sicura di sé e si scatena. Prima della mezz'ora, a portare sul 3 a 0 gli azzurri, ci pensano prima De Rossi, sempre più leader di questa squadra, poi Cassano con una bella prodezza delle sue: il fantasista di Barivecchia prende palla al limite dell'area, guarda la porta e lascia partire un gran destro che si infila alle spalle di Nielsen. Il secondo tempo è accademia e a chiudere i conti ci pensano Quagliarella e Pirlo su punizione.
Ora il Ct Prandelli può riternersi soddisfatto del gioco e della determinazione espressi dagli azzurri, ma bisogna comunque tener presente della scarsità degli avversari. L'Italia ha ora sei punti in due partite e aspetta il prossimo impegno fissato per il 12 ottobre. Quel giorno di fronte si troverà la Serbia e, senza ombra di dubbio, sarà tutta un'altra storia.
Mentre una parte dell'Italia appende fuori di balconi il tricolore comprato in occasione di qualche partita della nazionale di calcio, l'altra parte del Paese non si sente di festeggiare i 150 anni di unità nazionale, "Paese più diviso che mai" come scrive il New York Times.
Lippi ha scelto il tridente. All'attacco contro la Slovacchia Pepe-Iaquinta-Di Natale e a centrocampo il CT della nazionale lancia Ringhio Gattuso al fianco di Montolivo e De Rossi.
L'Italia chiude nel peggiore dei modi il Mondiale, senza aver vinto una partita, evento mai accaduto nella storia. Gattuso: ci faranno cavalieri della vergogna. Quagliarella: chiediamo scusa all'Italia.
Marcello Lippi non vuole sentire parlare di una "Italia due" e in vista della partita col Paraguay il portiere José Luis Chilavert afferma che "l'Italia è una nazionale invecchiata".