le notizie che fanno testo, dal 2010

Italia Nostra: Regioni sostengano referendum contro trivelle in mare e legge Obiettivo

Italia Nostra è favorevole ai tre referendum contro le trivellazioni in mare e per l'abolizione della legge Obiettivo ed esorta almeno 5 Regioni a sostenerli attraverso delle delibere in Consiglio regionale affinché non si renda necessaria la raccolta di 500mila firme.

Italia Nostra è favorevole ai tre referendum contro le trivellazioni in mare e per l'abolizione della legge Obiettivo. In una nota, l'Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione annuncia infatti di essere "favorevole ai tre referendum a tutela dell'ambiente ed esorta le Regioni, chiamate da oggi attraverso i vari consigli regionali a decidere sulla delibera, a sostenerli". Italia Nostra precisa infatti che "se almeno cinque Regioni la delibereranno e la depositeranno entro il prossimo 30 settembre, i cittadini potranno esprimersi sul referendum 'In difesa dei mari italiani' a primavera 2016, senza il bisogno di raccogliere 500mila firme".
Italia Nostra spiega quindi che "tre sono in particolare i quesiti referendari che l'associazione, attraverso la sua capillare rete di sedi in tutto il territorio nazionale, sosterrà attraverso azioni sui cittadini e sulle istituzioni: si tratta di due referendum contro le trivellazioni, per fermare i progetti petroliferi in mare, sbloccati dal governo Monti nel 2012 e dallo Sblocca Italia e per l'eliminazione del carattere strategico dato a questi progetti e del referendum per abrogare la legge 21 dicembre 2001, n.443 'Delega al Governo in materia di infrastrutture e insediamenti produttivi strategici e altri interventi per il rilancio delle attività produttive', ovvero la cosiddetta Legge Obiettivo".
L'associazione chiarisce quindi che "in mancanza di questo referendum, tutti i procedimenti per i progetti di esplorazione riavviati, circa 40 concentrati in modo particolare fra il canale di Sicilia, l'Adriatico centrale e il mar Jonio, area marina vietata alle attività di ricerca di petrolio fino al luglio 2011, grazie all'art. 35 del Decreto sviluppo e ad alcune norme dello Sblocca Italia, si realizzeranno in tempi molto brevi. - concludendo - Queste trivellazioni minacciano in modo irreversibile in nostro ecosistema, la maggior parte delle perforazioni, infatti, si svolgono entro le 12 miglia dalla linea di costa, nel Mare Adriatico addirittura 5 miglia".
Già a luglio il fronte No Triv si era allargato con le sei Regioni (Abruzzo, Molise, Marche, Puglia, Calabria e Basilicata) che si dicevano pronte a contrastare il piano di trivellazione in mare.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: