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Istat: retribuzioni contrattuali crescono dell'1,1%

"Alla fine di aprile 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 58,2% degli occupati dipendenti e corrispondono al 54,1% del monte retributivo osservato", viene annunciato in una nota .

"Alla fine di aprile 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 58,2% degli occupati dipendenti e corrispondono al 54,1% del monte retributivo osservato" si dà notizia dall'Istat.
"Nel mese di aprile l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell'1,2% nei confronti di aprile 2014. Complessivamente - seguita quindi l'Istituto di statistica -, nei primi quattro mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014."
"Con riferimento ai principali macrosettori, ad aprile le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,6% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione" prosegue l'ente statistico dello Stato.
"I settori che ad aprile presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: energia e petroli (3,0%) - si illustra in conclusione -, gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (2,8%) e metalmeccanica (2,7%). Si registrano variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Tra i contratti monitorati dall'indagine, nel mese di aprile sono stati recepiti due accordi e nessuno è venuto a scadenza. Alla fine di aprile la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 41,8% nel totale dell'economia e del 24,8% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 49,1 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 31,6 mesi per quelli del settore privato."

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