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Istat, redditi: 25,8% sotto i 10mila euro. Quasi la metà in tasse

L'Istat certifica che nel 2012 il 25,8% dei redditi era sotto i 10mila euro all'anno, di cui la metà sparisce in tasse.

Il lavoratore italiano guadagna mediamente poco, anche perché il carico fiscale arriva a pesa anche quasi il 47% del reddito. In base alle stime dell'Indagine Istat "Reddito e condizioni di vita" (EU SILC), nel 2012 il costo medio del lavoro dipendente, al lordo delle imposte e dei contributi sociali, è infatti di 30.953 euro all'anno. Il problema è che il lavoratore, sotto forma di retribuzione netta, ne percepisce poco più della metà (il 53,3%), per un importo medio pari a 16.498 euro. L'Istat precisa infatti che la differenza tra il costo sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta del lavoratore, il cosiddetto cuneo fiscale e contributivo, è pari, in media, al 46,7%: i contributi sociali dei datori di lavoro ammontano al 25,6% e il restante 21,1% è a carico dei lavoratori in termini di imposte e contributi. Non va meglio per i lavoratori autonomi. Anche se le imposte sul reddito da lavoro autonomo rappresentano in totale il 30,7%, il reddito medio (lordo) è drasticamente più basso rispetto a quello del lavoratore dipendente, pari a 23.432 euro annui. Facendo quindi i calcoli, il reddito netto del lavoratore autonomo equivale a quello del dipendente, poiché rappresenta il 69,3% del totale, cioè 16.237 euro. L'Istat conferma inoltre come in Italia si allarghi sempre di più la fascia dei nuovi poveri. Oltre la metà dei redditi lordi individuali (54%) si colloca infatti tra 10.001 e 30.000 euro annui, il 25,8% è al di sotto dei 10.001 euro e il 17,6% risulta tra 30.001 e 70.000. Solo il 2,4% supera i 70.000 euro.

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