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Istat: prezzi al consumo differenti tra città

L'Istat rivela attraverso uno studio che ora esiste "un riscontro statistico su quanto sinora era solo una percezione e cioè che uno stesso stipendio compra differenti beni a Milano e a Palermo".

L'Istat rivela che le "differenze nel livello dei prezzi al consumo tra i capoluoghi delle regioni italiane" nel 2009 non sono da trascurare.
Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, spiega che la ricerca è stata condotta con l'Unioncamere e l'istituto Tagliacarne e svela che i dati misurano le differenze tra il livello medio dei prezzi di un paniere standard di vari prodotti in una determinata città e quello medio calcolato per il complesso dell'intera area italiana.
Da tale ricerca l'Istat evidenzia come le città più care risultano Bolzano, Bologna e Milano, mentre quelle meno dispendiose per le tasche dei cittadini sono Napoli, Campobasso e Potenza.
C'è da sottolineare come il report stilato dall'Istat non comprende le varie forniture di servizi, che magari al Nord possono essere meno cari e più efficienti. A Napoli, per esempio, i servizi assicurativi hanno i costi maggiori rispetto a quelli delle altre città.
La città invece più cara riguardo i prezzi delle case è Roma, mentre quella meno cara è Potenza.
Trento invece è cara riguardo il livello dei prezzi dei mobili e dei servizi per la casa, mentre ad Ancona e Campobasso conviene comprare tali merci.
Per quanto riguarda, invece, il comparto istruzione e servizi ricreativi che offre la città, quella più cara è sicuramente Bologna mentre a Napoli tutto costa molto di meno.
Il presidente dell'Istat Giovannini afferma quindi che questa "è la prima volta che abbiamo un'idea solida dei differenziali nei livelli di prezzo tra i vari capoluoghi di regione e abbiamo un riscontro statistico su quanto sinora era solo una percezione e cioè che uno stesso stipendio compra differenti beni a Milano e a Palermo".

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