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Istat: pressione fiscale in Italia al 44,1%. Senza riduzione no competitività

I dati dell'Istat confermano come senza riduzione del peso fiscale difficilmente l'Italia potrà tornare a decollare, in Europa e nel mondo. In Italia, infatti, la pressione fiscale ha raggiunto il 44,1% del PIL.

"La pressione fiscale è un elemento fondamentale per determinare i livelli di competitività e performance del sistema economico" sottolinea l'Istat nel suo rapporto "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo". I dati dell'Istat, quindi confermano come senza riduzione del peso fiscale difficilmente l'Italia potrà tornare a decollare, in Europa e nel mondo. L'Istat ricorda che in Italia "la pressione fiscale nel complesso ha registrato una diminuzione dal 2001 fino al 2005 (ad eccezione del 2003) per poi riprendere ad aumentare fino al 43,1% rilevato nel 2009". Nel biennio 2010-2011 c'è stata una leggera flessione, ma nel 2012 la pressione fiscale ha quindi ripreso a crescere, raggiungendo il record di 44,1 per cento del PIL. Peggio dell'Italia solo la Svezia, che tocca quota 44,7%. Bisogna considerare che in Svezia però, oltre all'efficienza dei servizi pubblici, la pressione fiscale è da anni in deciso calo, visto che nel 2000 nel Paese scandinavo era al 51,7%.

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