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Istat: nel 2014 crescita 0,7%. Saccomanni: non tiene conto delle riforme

Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni aveva assicurato che nel 2014 ci sarebbe stata, per l'economia italiana, una ripresa dell'1,1%, mentre l'Istat sembra smentirlo, calcolando che sarà dello 0,7%. Per il ministro del Lavoro Enrico Giovanni,comunque, il rapporto dell'Istat è "uno stimolo per fare la legge di stabilità".

Anche se il governo Letta vede nel 2014 l'anno della ripresa, l' Istat precisa che l'economia italiana subirà nel 2013 una contrazione dell'1,8% mentre crescerà dello 0,7% il prossimo anno, quindi con una percentuale inferiore a quella diffusa dal ministro Fabrizio Saccomanni, che nell'audizione al Senato del 29 ottobre scorso aveva invece assicurato una crescita dell'1,1%. Il rapporto dell'Istat, però, non convince il ministro dell'Economia che puntualizza: "La differenza, che è una differenza modesta, è essenzialmente dovuta all'attività del processo di riforme strutturali che abbiamo intrapreso". Per Saccomanni, infatti, il risultato delle due differenti percentuali, una calcolata dall'Istat e l'altra dal ministero del Tesoro, è dovuto essenzialmente "al processo di riforme strutturali" che il governo ha "intrapreso e alle misure per il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione che sta procedendo molto bene". In altre parole, Saccomani ipotizza quindi che l'Istat non avrebbe tenuto conto di questi fattori. Per il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, comunque, il rapporto dell'Istat è "uno stimolo per fare la legge di stabilità" visto che nel comunicato stampa dell'istituto di statistica si legge che "nel caso in cui la fiducia crescesse, si arriverebbe intorno all'1 per cento, se la ripresa economica dovesse continuare". Per il momento, si attende almeno la sua partenza.

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