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Istat, crescono ancora i NEET: inattivi al 36,5%, più disoccupazione al 12,7%

L'Istat rivela che nell'ultimo mese c'è stata un lieve diminuzione dei disoccupati, il cui numero comunque su base annua aumenta del 10%. Il tasso di disoccupazione in Italia è infatti pari al 12,7%, ma ciò che preoccupa gli analisti è il tasso di inattività che si attesta al 36,5%.

"A dicembre 2013 gli occupati sono 22 milioni 270mila, in diminuzione dello 0,1% rispetto al mese precedente (-25mila) e dell'1,9% su base annua (-424 mila)" stima l'Istat rendendo noti i dati mensili sugli occupati e disoccupati. Quindi il "tasso di occupazione, pari al 55,3%, diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 1 punto rispetto a dodici mesi prima", e questo nonostante il numero dei "disoccupati, pari a 3 milioni 229mila" a dicembre 2013 "diminuisce dell'1% rispetto al mese precedente (-32 mila)". D'altronde, precisa l'Istat, il numero dei disoccupati aumenta "del 10% su base annua (+293 mila)". In altre parole, questa piccola diminuzione dei disoccupati nell'ultimo mese non può essere letto come l'inzio di una ripresa dalla crisi economica, anche se da Twitter Enrico Letta sembra già esultare quando cinguetta: "Per la prima volta, dopo un bel po', un miglioramento. Ulteriore spinta a fare del lavoro la priorità 2014".

Il tasso di disoccupazione in Italia è infatti pari al 12,7%, in calo di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali ma in aumento di 1,2 punti nei dodici mesi, con l'Istat che precisa come "l'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all'11,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,8 punti su base annua". Per questo motivo, il tasso di disoccupazione giovanile, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 41,6%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente ma in aumento di 4,2 punti nel confronto tendenziale. A far preoccupare però gli analisti sono soprattutto i numeri degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, i cosiddetti Neet (Not engaged in Education, Employment or Training), che nel mese di dicembre 2013 aumentano dello 0,4% rispetto al mese precedente (+51 mila) e dello 0,3% rispetto a dodici mesi prima (+46 mila). Il tasso di inattività si attesta quindi al 36,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,2 punti su base annua. Il problema, sottolineano gli economisti, è che far rientrare nel mondo del lavoro gli "inattivi" è sempre più difficile.

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