le notizie che fanno testo, dal 2010

Istat: 86,4% in Italia sono micro-imprese

"Nel sistema produttivo italiano, anche considerando le sole imprese con dipendenti, prevalgono quelle di piccolissima dimensione. Nel 2013, l'86,4% delle unità produttive con dipendenti appartiene al segmento delle 'micro-imprese' (meno di 10 addetti) che assorbono il 20,5% degli addetti complessivi", si riporta in una nota dall'Istat.

"Nel sistema produttivo italiano, anche considerando le sole imprese con dipendenti, prevalgono quelle di piccolissima dimensione. Nel 2013, l'86,4% delle unità produttive con dipendenti appartiene al segmento delle 'micro-imprese' (meno di 10 addetti) che assorbono il 20,5% degli addetti complessivi" viene annunciato in una nota dall'Istat.
"La quota più alta di micro-imprese (90,3%) si riscontra nei settori delle Costruzioni e del Commercio - prosegue quindi l'Istituto di statistica -, la più bassa nell'Industria in senso stretto (71,9%). Si stima che le imprese con dipendenti nate nel 2014 siano 111.823. Il tasso di natalità rimane pressoché stabile, passando dall'8,1% nel 2013 all'8,2% nel 2014. Il tasso di mortalità registra invece un calo di 0,3 punti percentuali tra il 2012 e il 2013 (da 9,2% a 8,9%). Fra il 2009 e il 2012, in un periodo di persistente recessione economica, i tassi di sopravvivenza delle imprese con dipendenti nate negli anni 2008-2012 sono differenziati a seconda del settore. Nell'Industria in senso stretto si registrano quelli più alti: l'84,4% delle imprese sopravvive dopo un anno mentre il 42,1% è ancora attivo a cinque anni dalla nascita. Nel settore delle Costruzioni troviamo invece i più bassi: solo il 69,1% delle imprese sopravvive dopo un anno e dopo cinque anni è ancora attivo il 25,7% delle nuove imprese. Nel 2013 la quota di dipendenti delle nuove imprese sul totale dipendenti scende all'1,5% dal 2,1% del 2008."
L'ente statistico dello Stato seguita inoltre: "È il settore delle Costruzioni a registrare il calo maggiore sia di nuovi dipendenti sia di quelli che perdono l'occupazione: i primi ('job creation') passano da 4,4% nel 2008 a 2,6% nel 2013; i secondi ('job destruction ') da 5,0% a 3,6%."
"Le imprese nuove nate assumono occupati dipendenti relativamente più giovani (gli occupati under 30 sono il 29,3% contro il 16,2% di quelli di imprese già attive) ma hanno anche quote più basse di lavoratori 'full-time' (58,4% contro 77,1%) e a tempo indeterminato (71,0 contro 88,7%)" si continua.
"Le imprese con dipendenti che sopravvivono a cinque anni dalla nascita registrano un aumento della dimensione media da 3,2 addetti nel 2008 a 5,5 nel 2013. La crescita più elevata si ha nel settore Altri Servizi (da 3,3 a 6,7 addetti in media ). Nel 2014 l'incidenza delle imprese High-growth (quelle con crescita media annua di dipendenti superiore al 20% per tre anni consecutivi) sul complesso delle imprese passa da 2,5% del 2013 a 2,7% nel 2014. Tra gli imprenditori delle nuove imprese con dipendenti oltre sette su 10 sono uomini (71,2%) - si comunica dunque -, più della metà hanno tra i 30 e i 49 anni (56,7%) e quasi nove su 10 sono nati in Italia (86,8%)."
Si divulga al termine: "Nelle imprese High-growth e Gazelle (cioè le imprese High-growth giovani) la percentuale di imprenditori maschi è maggiore (rispettivamente 75,8 e 74,4%) ma anche l'età è più alta (56,1 e 52,9% di imprenditori ultracinquantenni) mentre i nati in Italia superano il 95%."

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: