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Istat: 25% famiglie in disagio economico. 9,5 milioni in povertà relativa

Dati drammatici quelli riassunti nell'Istat nel rapporto "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo", dove viene evidenziato che in Italia "nel 2012 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono il 12,7 per cento, pari ad oltre 9,5 milioni di individui (15,8 per cento della popolazione)" mentre "la povertà assoluta coinvolge il 6,8 per cento delle famiglie, per un totale di oltre 4,8 milioni di individui".

"Nel 2012 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono il 12,7 per cento, pari ad oltre 9,5 milioni di individui (15,8 per cento della popolazione). La povertà assoluta coinvolge il 6,8 per cento delle famiglie, per un totale di oltre 4,8 milioni di individui. Il Mezzogiorno presenta una situazione particolarmente svantaggiata, con in media oltre un quarto di famiglie povere; per il Centro e il Nord l'incidenza è, viceversa, molto più contenuta (rispettivamente 7,1 e 6,2 per cento)" sintetizza l'Istat nel suo rapporto "Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo". L'Istat sottolinea quindi come "nel 2011 circa il 58 per cento delle famiglie residenti in Italia ha conseguito un reddito netto inferiore all'importo medio annuo (29.956 euro, circa 2.496 euro al mese)", sottolineando che la più elevata diseguaglianza nella distribuzione del reddito si osserva in Campania mentre "in Sicilia si registra il reddito medio annuo più basso (oltre il 28 per cento in meno del dato medio italiano)". Inoltre, sempre in Sicilia, in base al reddito mediano, il 50 per cento delle famiglie si colloca al di sotto di 17.804 euro annui (circa 1.484 euro al mese). I dati dell'Istat cristallizzano poi una situazione sempre più drammatica, poiché nel 2012 il 24,9% delle famiglie residenti in Italia presenta almeno tre dei 9 indici di disagio economico con cui viene calcolato l'indice sintetico di deprivazione, una quota in aumento rispetto all'anno precedente, precisando che "il panorama regionale mette in evidenza il forte svantaggio del Mezzogiorno, con un valore dell'indicatore pari al 41%".

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