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Generazione NEET: quelli che né studiano né lavorano

Prima della fine dell'anno arriva anche il rapporto dell'Istat che conferma quando l'Italia sia messa male, sia dal punto di vista lavorativo che di formazione, visto che ben 1 giovane su 5 sembra che non studi e non lavori. E se lo fa, non gli viene riconosciuto.

Circa 2 milioni di italiani tra i 15 e i 29 anni non lavora e non studia. E' questo il dato più impressionate che viene evidenziato nel "primo Rapporto sulla coesione sociale" riferito all'anno 2010 frutto della collaborazione tra l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), l'Istituto nazionale di statistica (Istat) e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali che "hanno deciso di integrare le informazioni in loro possesso per fornire un quadro integrato degli aspetti che riguardano la coesione sociale", come si legge nell'incipit della presentazione.
In poche parole il 21,1% dei giovani italiani (1 su 5) fa parte della cosiddetta "generazione NEET, che sarebbe l'acronimo di "Not in Employment, Education or Training", che tradotto significa: "Non lavora, non studia, non si aggiorna".
Nella fascia di età tra i 25 e i 29 anni la percentuale si alza, arrivando addirittura al 26,3% mentre tra i 15 e i 24 anni scende, toccando il 18,3%, visto che è più probabile in questo range ragazzi che vanno ancora a scuola.
I giovani NEET, secondo questo rapporto, sono concentrati in maggioranza nel Mezzogiorno per il 30%,3 mentre nel Centro e al Nord le percentuali si attestano rispettivamente al 16,1% e al 14,5%.
Questo dell'Istat è solo l'ultimo dei dati allarmanti. Qualche giorno fa, per esempio, l'OCSE rivelava che solamente il 21,7% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è occupato e di questi il 44,4% ha un impiego precario mentre il 18,8% lavora part time. Senza contare l'ultimo rapporto del Censis, che non solo evidenzia che dal dal 2004 al 2009 il lavoro autonomo e imprenditoriale è calato del 7,6% ma, come conferma oggi l'Istat, nei primi due trimestri del 2010 si è registrato un calo degli occupati tra 15 e 34 anni del 5,9% tanto che sarebbero "2.242.000 le persone tra 15 e 34 anni che non studiano, non lavorano, né cercano un impiego".
Insomma, un quadro per l'Italia davvero inquietante che, sempre citando il Censis, sembra condannata "al presente senza profondità di memoria e futuro".

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