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Censimento: italiani pronti a farsi "schedare". In tilt sito ISTAT

Dal 9 ottobre sarà possibile, fino al 20 novembre, compilare, anche on-line, il 15esimo Censimento della popolazione e delle abitazioni. Ma a causa dell'elevato traffico, il sito dell'Istat dedicato al questionario è andato in "tilt" per qualche ora.

Nonostante quella che anche l'Italia sta vivendo sia la peggiore crisi economica dal dopoguerra, come più volte sostenuto da diversi osservatori, il 15esimo censimento generale della popolazione e delle abitazioni non ha subito ritardi anche perché, si è precisato da più parti, il costo dell'intera operazione per ogni abitante sarà di 10 euro, e quindi complessivamente l'intera "schedatura" costerà allo Stato 590 milioni di euro. Il via ufficiale per la compilazione del Censimento 2011 è iniziato il 9 ottobre, e nonostante gli italiani abbiano tempo fino al 20 novembre per redigere e spedire le numerose pagine piene di domande e caselle vuote da riempire, il sito dell'Istat pare sia stato preso d'assalto, tanto che per qualche ora è andato in tilt, impedendo agli utenti di compilare il questionario. Un comunicato spiega infatti che fin dalla mattinata del 9 ottobre il sito internet dell'Istat dedicato alla stesura del Censimento ha raggiunto "picchi di 500.000 collegamenti contemporanei", tanto che l'Istituto di statistica ha chiesto a Telecom di aumentare "la potenza del sistema installato". Come sempre, la compilazione del Censimento è obbligatoria, con sanzioni per la mancata restituzione che vanno dai 200 ai 2.000 euro. Dal 21 al 29 febbraio partiranno comunque 60mila rilevatori che non solo acquisiranno tutte le schede non ancora spedite, ma saranno anche disponibili a fornire gli ultimi dettagli per la compilazione. Anche questa'anno, come nel 2001 quando venne introdotta questa "novità", il Censimento non sarà anomino, e questo perché, ha spiegato anche 10 anni fa il Garante della privacy interpellato al riguardo da diversi cittadini e da un'associazione di consumatori, i dati raccolti "servono anche all'aggiornamento e la revisione delle anagrafi comunali". L'Istat infatti precisa che "le informazioni raccolte in occasione del Censimento sono garantite sotto il profilo della tutela della riservatezza dei dati personali", sottolineando non solo che "l'Istituto è tenuto a rispettare il segreto statistico e il segreto d'ufficio" ma anche che "i dati raccolti possono essere utilizzati solo per fini statistici e non possono essere comunicati ad altre istituzioni o persone, se non elaborati e pubblicati sotto forma di tabelle e in modo tale che non sia possibile alcun riferimento a persone identificabili" (http://is.gd/5Azk40).

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