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Israele blocca attivisti filo-palestinesi in scali aerei d'Europa

Diversi attivisti filo-palestinesi provenienti da tutta Europa sono stati bloccati in diversi scali europei pare dietro "segnalazione" di Israele, mentre quelli che hanno raggiunto Tel Aviv sarebbero stati "arrestati" e "sottoposti a brutalità", come riporta il sito di Freedom Flottilla.

Nei giorni scorsi le cronache raccontavano che diversi siti web filo-palestinesi avevano già da diverse settimane lanciato un appello rivolto agli attivisti, vicini alla causa palestinese, di recarsi venerdì 8 luglio ad Israele per protestare contro le politiche dello Stato ebraico nei confronti della Palestina. Già il 6 luglio la Reuters riportava la notizia che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva dato l'ordine di bloccare l'ingresso a tali attivisti che si sarebbero uniti alla protesta "fly-in", giustificando tale decisione con il fatto che "ciascun Paese ha il diritto di prevenire l'ingresso di facinorosi e di provocatori nei propri confini". E infatti, moltissimi attivisti non sono riusciti neppure a decollare, bloccati negli aeroporti di partenza, mentre molti di quelli che sono riusciti a giungere a Tel Aviv venerdì sarebbero stati immediatamente "arrestati", come denuncia il sito di Freedom Flotilla Italia (freedomflotilla.it). Gli attivisti arrestati sarebbero della "missione BienvenuePalestine, francesi, belgi e britannici", come si legge in un post, e sarebbero stati "rapidamente condotti in luoghi di detenzione sconosciuti, all'esterno dell'aeroporto" dove sarebbero stati "sottoposti a brutalità da parte della soldataglia israeliana". "Prima dell'interruzione dei contatti telefonici, qualcuno dei francesi arrestati è riuscito ad inviare messaggi che segnalavano aggressioni fisiche contro di loro e la separazione immediata - si legge nel post di Freedom Flotilla - di quelli che hanno sembianze arabe dagli altri, con sembianze occidentali". Sembra inoltre che ci siano stati episodi di violenza anche all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, poiché la polizia avrebbe "caricato i passeggeri della missione a cui le compagnie aeree hanno illegalmente rifiutato l'imbarco", pare senza rimborsargli il biglietto e senza rilasciargli "un attestato scritto" di motivazione. Un simpatizzante che si è unito nella protesta a sostegno degli attivisti sarebbe stato "seriamente ferito" e "trasportato d'urgenza all'ospedale". Sempre sul sito di Freedom Flottilla, inoltre, viene denunciato il fatto che altri "cittadini europei" sono stati "bloccati su ordine di Israele dalla compagnia EasyJet all'aeroporto di Ginevra" perché " 'segnalati' dalle autorità israeliane". Sembra che "anche Alitalia ha fermato all'aeroporto di Fiumicino due donne dirette a Tel Aviv". "Dopo le navi della Freedom Flotilla - si legge sul sito - Israele fa bloccare in Europa anche i voli, a dimostrazione del fatto che quello Stato non rappresenta un pericolo solo per i Palestinesi ed i Paesi vicini, ma una minaccia per la nostra stessa democrazia e per la civiltà europea".

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