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Israele: a rischio visita Papa Francesco. Sciopero ambasciate e Ministero Esteri

La visita di Papa Francesco in Israele è a rischio. I lavoratori del Ministero degli Esteri e delle ambasciate israeliane sparse in tutto il mondo hanno infatti proclamato uno sciopero "a tempo indeterminato" per protestare contro la politica del Ministero delle Finanze di Israele e chiede una migliore retribuzione.

Il lavoratori del Ministero degli Esteri e delle ambasciate israeliane sparse in tutto il mondo hanno dichiarato uno sciopero "a tempo indeterminato, in segno di protesta per le condizioni di lavoro dei diplomatici israeliani e per la decisione draconiana del Ministero del Tesoro di tagliare gli stipendi". "Oggi , per la prima volta nella storia di Israele, il ministero degli Esteri sarà chiuso e nessun lavoro sarà svolto", si legge la dichiarazione del sindacato dei lavoratori. Il ministro degli Esteri Avigdor Liberman ha definito la decisione di proclamare lo sciopero ad oltranza come "miserabile", affermando che ciò dimostra come il comitato dei lavoratori sia diventato "isterico". "Questa mossa non ha alcun beneficio, e può solo causare più danni ai lavoratori del Ministero. Mi dispiace che queste scelte irresponsabili saranno a spese dei cittadini di Israele" aggiunge Avigdor Liberman, anticipando: "Sono in corso contatti con il Tesoro per arrivare ad una mediazione". "Faremo tutto il possibile per limitare i danni causati allo Stato e ai suoi cittadini" conclude quindi Liberman. Diverse visite di alto profilo a Israele sono state già annullate a causa dello sciopero, tra cui il viaggio programmato del primo ministro Benjamin Netanyahu in Messico, Colombia e Panama in programma ad aprile. Inoltre, è a rischio anche la visita programmata di Papa Francesco a maggio. L'intero corpo diplomatico di Israele, infatti, è in sciopero in tutto il mondo, tanto che nessun servizio consolare sarà disponibile, Israele non sarà rappresentata in nessuna riunione o un forum internazionale e i suoi ambasciatori all'estero incroceranno le braccia in segno di protesta. Bloccati anche quei servizi che erogano i visti ai lavoratori stranieri. Nella dichiarazione che proclama lo sciopero, si legge infatti che "il Ministero degli Esteri sarà completamente chiuso per tutte le attività, comprese le 103 ambasciate di Israele tutto il mondo". Yair Frommer, a capo del comitato dei lavoratori, denuncia il fatto che il Ministero del Tesoro sta danneggiando i "dipendenti dedicati ad una lotta quotidiana per Israele". I lavoratori chiedono una migliore retribuzione nonché un risarcimento per i coniugi dei diplomatici costretti a rinunciare alle proprie carriere per seguire i mariti o le mogli durante i loro spostamenti all'estero. Da parte sua, il Ministero delle Finanze replica accusando il sindacato dei lavoratori del Ministero degli Esteri di "tenere i cittadini di Israele in ostaggio e danneggiare gli interessi vitali dello Stato". Il ministero della Finanze ricorda quindi che solo due anni fa i lavoratori del Ministero degli Esteri e delle ambasciate hanno avuto un aumento salariale del 20 per cento, e per questo chiedono al sindacato di smettere di adottare misure aggressive come lo sciopero ad oltranza e di tornare al tavolo per una mediazione.

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