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Israele, Netanyahu: Shalit libero a giorni, negoziati chiusi con Hamas

Ad annunciarlo è il premier israeliano Benjamin Netanyahu che alla tv di Stato spiega che i negoziati con Hamas sono conclusi, e Gilad Shalit, militare prigioniero dal 2006 nella Striscia di Gaza, sarà liberato a giorni, in cambio di mille detenuti palestinesi.

"Abbiamo concluso negoziati ardui con Hamas per la liberazione di Gilad Shalit. Tornerà a casa nei prossimi giorni" annuncia alla tv di Stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Gilad Shalit è il militare israeliano che è tenuto prigioniero dal 2006 (allora aveva appena 20 anni) nella Striscia di Gaza sotto il controllo di Hamas. In questi anni le trattative per la sua liberazione non sono mai cessate, anche grazie alla perseveranza dei genitori di Gilad Shalit, che hanno cercato sempre di mantenere viva l'attenzione sul caso, anche all'estero. Ora l'accordo per la liberazione del militare sembra essere stato raggiunto. "Ho sottoposto al governo un accordo che riporterà Ghilad Shalit sano e salvo a casa, dai suoi genitori - spiega ancora alla tv Netanyahu - entro qualche giorno". Forse massimo tra una settimana, visto che fonti palestinesi sembrano aver confermato l'intesa. In cambio di Gilad Shalit, Israele dovrà rilasciare ben 1.027 detenuti palestinesi, pare però non solo militanti di Hamas ma anche condannati per atti di terrorismo. Indiscrezioni di agenzia, che però non sembrano essere state confermate dalle autorità israeliane, parlano anche del possibile rilascio di Marwan Barghuti, dell'ala fondamentalista di Fatah, condannato a cinque ergastoli per le violenze avvenute durante la seconda Intifada. L'accordo per il rilascio prevederebbe che circa 500 detenuti palestinesi siano rilasciati quando Gilad Shalit lascierà la Striscia di Gaza ed entrerà in Egitto, che sta mediando tale accordo da anni, mentre i rimanenti saranno liberi quando il militare tenuto prigioniero in questi 5 anni (di cui non si conoscono le condizioni) arriverà in Israele. Alcuni di questi detenuti che verranno rilasciati torneranno, da quando finora sembra di capire, in territorio palestinese, mentre ad altri sarà vietato, anche se finora notizie in tal senso sono frammentarie e non confermate. Il compromesso sembra che sia stato raggiunto perché, almeno in termini di immagine, pare che ci guadagnino un po' tutti, e in questo periodo particolarmente delicato un rafforzamento in tal senso non sembra dispiacere a nessun governo o movimento che potrebbe essere coinvolto da una ulteriore "Primavra araba". Da una parte c'è il Cairo senza Hosni Mubarak che vorrebbe raggiungere il suo primo successo internazionale, dall'altra vi è Hamas che deve recuperare consensi dopo che Abu Mazen ha riconquistato i palestinesi con il suo discorso all'ONU sullo Stato Palestinese. In tutto questo Israele (dal punto di vista diplomatico) sembra essere quella che rischia di perderci di più, ma almeno non perderà una vita umana. Non resta quindi che attendere, finalmente, la liberazione di Gilad Shalit, e sperare che sia in buona salute.

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