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Iraq: la "trama" del video dell'ISIS su presunto sgozzamento reporter USA

I miliziani dello Stato islamico (ex ISIS) si armano questa volta di telecamera e postano un video che pretende di dimostrare lo sgozzamento di un giornalista americano, James Foley. Un video che mostra un'attenta regia cinematografica dei terroristi e un boia dall'accetto britannico. Per il momento, non c'è ancora nessuna conferma ufficiale in merito alla veridicità del video.

I militanti dello Stato islamico (IS, ex ISIS) hanno postato oggi un video che pretende di dimostrare lo sgozzamento di un giornalista americano, James Foley, che sarebbe stato perpetrato per vendicare i bombardamenti aerei USA contro gli insorti in Iraq. Il condizionale per il momento rimane d'obbligo, visto che non c'è ancora nessuna conferma ufficiale in merito alla veridicità del video. Ad una prima analisi del filmato, ciò che colpisce è sicuramente l'attenta regia cinematografica dei terroristi che avevano a disposizione ben due telecamere per fare dei drammatici "stacchi" e un set corredato di luci e microfoni professionali per rendere "in alta definizione" il loro messaggio a Barack Obama. Il boia, infatti, con tipico accento britannico si rivolge direttamente al Presidente degli Stati Uniti per accusarlo di essere il responsabile della imminente morte del giornalista e in futuro dell'uccisione di altri cittadini americani che finiranno in mano ai miliziani dell'IS. Il video, infatti, finisce con il boia (che indossa vestiti e cappuccio così neri da sembrare se non nuovi accuratamente lavati) che mostra alla telecamera un altro gionalista statunitense, Steven Sotloff. Foley, 40 anni, è stato rapito da alcuni uomini armati il 22 novembre 2012, nel nord della Siria, mentre si recava al confine turco, secondo il GlobalPost. Sotloff è scomparso nel nord della Siria nel luglio 2013.
Le reazioni.
"Se vero, siamo sconvolti dal brutale assassinio di un innocente giornalista americano ed esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi amici" commenta la portavoce della Casa Bianca, mentre il primo ministro britannico David Cameron ha interrotto la sua vacanza per tornare a Londra, dove guiderà la caccia per identificare l'uomo che avrebbe sgozzato il reporter. Il ministro degli Esteri Philip Hammond ha invece specificato di non essere sorpreso di sentir parlare il boia con accento britannico, visto che un gran numero di cittadini britannici sta attualmente combattendo in Iraq e Siria. Il presidente francese Francois Hollande ha chiesto l'avvio di una conferenza internazionale per discutere su come fronteggiare lo Stato islamico.
La trama.
Il video si aprirebbe con le parole, scritte in sovrainpressione in inglese ed arabo: "Obama autorizza operazioni militari contro lo Stato islamico ponendo l'America su un pendio scivoloso verso un nuovo fronte di guerra contro i musulmani". Il video mostrerebbe anche delle riprese aeree in bianco e nero di attacchi aerei descritti con un testo che recita: "Aggressione americana contro lo Stato islamico". Un uomo identificato come James Foley, con la testa rasata e vestito con un abito arancione simile alle uniformi indossate dai prigionieri del campo di detenzione militare statunitense di Guantanamo, a Cuba, è inginocchiato nel deserto accanto a un uomo in piedi, in possesso di un coltello e vestito dalla testa ai piedi di nero. L'uomo inginocchiato afferma: "Invito i miei amici, i familiari e le persone care a sollevarsi contro i miei veri assassini, il governo degli Stati Uniti, perché ciò che accadrà a me è solo una conseguenza della loro compiacenza e della loro criminalità". Ad indentificare il giornalista è l'uomo vestito di nero che chiama la sua vittima "James Wright Foley". Il boia prosegue rivolto agli USA: "Voi non state combattendo una rivolta. Noi siamo l'esercito islamico, accettato da un gran numero di musulmani in tutto il mondo. - e aggiunge - Qualsiasi tuo tentativo, Obama, di negare le libertà e la sicurezza ai musulmani sotto il Califfato islamico porterà alla carneficina della tua gente". Il video si chiude con l'immagine di un altro uomo vestito stile Guantanamo, indicato come Steven Sotloff.

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