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Iraq, cristiani sotto attacco a Baghdad: vogliono cacciarci

In Iraq "vogliono cacciarci via, e ci stanno riuscendo", afferma drammaticamente l'arcivescovo siro-cattolico di Baghdad, Atanase Matti Shaba Matoka, dopo l'ennesimo attacco contro la comunità cristiana, che stamattina ha causato 6 morti e 33 feriti.

In Iraq "vogliono cacciarci via, e ci stanno riuscendo", afferma drammaticamente l'arcivescovo siro-cattolico di Baghdad, Atanase Matti Shaba Matoka, dopo l'ennesimo attacco contro la comunità cristiana, che stavolta ha causato 6 morti e almeno 33 feriti, stando al Ministero della Difesa iracheno.
Quella di questa mattina è la seconda ondata di attentati nel giro di poche ore. Solo ieri sera tre case appartenenti a cristiani appartenenti a famiglie cristiane sono state prese di mira da attentati dinamitardi, fortunatamente senza causare vittime.
Questa mattina, tra le 4 e le 6 del mattino "colpi di mortai e dieci ordigni artigianali", come riporta l'Ansa, "sono stati utilizzati contro le abitazioni di cristiani in diverse parti di Baghdad", causando stavolta 6 morti e decine di feriti. Sembra che gli ordigni siano stati piazzati davanti alle porte delle abitazioni.
E in Iraq i cristiani vivono nel terrore, essendo tornati nuovamenti nel mirino di Al Qaida dopo il sanguinoso attacco del 31 ottobre scorso quando fu attaccata la cattedrale di Nostra Signora della Salvezza, e morirono 44 cristiani e due sacerdoti. E in quella stessa chiesa molti fedeli si sono riuniti dopo gli attacchi di oggi insieme all'arcivescovo Matoka, che denuncia che "il Governo non fa nulla per fermare quest'ondata di violenza" che li sta travolgendo.
"Vogliono cacciarci via, e ci stanno riuscendo. Un profondo sconforto avvolge la nostra comunità - continua l'arcivescovo - L'ondata di attacchi è sempre più forte. Dieci giorni fa la strage nella nostra cattedrale. Oggi hanno colpito le nostre case. Le famiglie piangono, tutti vogliono fuggire".
E infatti in sette anni i cristiani in Iraq sono passati da 800mila fedeli a meno di 450mila, mentre a Baghdad ne sono rimasti circa 150mila visto che i terroristi "stanno dando la caccia ai cristiani in ogni quartiere della città", ricorda patriarca caldeo di Baghdad, Emmanuel III Delly.
L'arcivescovo Athanasios Dawood, da Londra, qualche giorno fa aveva invitato i cristiani a fuggire dall'Iraq, affermando: "Se restano saranno finiti, uno dopo l'altro". Appello che non è piaciuto al primo ministro iracheno, Nuri Al Maliki, che non vuole che si inviti all'esodo dei cristiani da quelle terre martoriate.

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