le notizie che fanno testo, dal 2010

Iran: stop esportazioni petrolio verso UE. Altro che sciopero benzinai

L'Unione Europea vieta da luglio di acquistare greggio dall'Iran, ma il governo di Teheran fa di più, visto che domenica voterà un disegno di legge per impedire l'esportazione di petrolio nei 27 paesi membri dell'UE. Il rischio è una vera e propria corsa all'oro nero, con i prezzi che rischiano di schizzare alle stelle. E pensare che c'era chi era entrato nel panico solo per l'imminente (e non ancora fissato) sciopero benzinai.

Pochi giorni fa l'Unione Europa, in linea con gli Stati Uniti, ha deciso che i 27 paesi membri dell'UE non potranno più stipulare nuovi contratti con l'Iran per la fornitura di petrolio, pur stabilendo (a detta di qualche osservatore di geopolitica, un po' furbescamente) che l'Europa potrà continuare ad acquistare il greggio fino al prossimo primo luglio, sulla base dei contratti esistenti.
Inoltre, i ministri degli Esteri dell'UE riuniti il 23 gennaio a Bruxelles, hanno anche deciso di vietare non solo l'importazione di prodotti petrolchimici ma anche di congelare i beni della Banca centrale iraniana, vietando persino il commercio di oro, metalli preziosi e diamanti con gli organismi pubblici iraniani e la Banca centrale.
Il tutto, naturalmente, perché troppo preoccupati del programma nucleare iraniano, che secondo Stati Uniti, Israele e UE (sulla base anche dei rapporti dell'AIEA) non servirebbe solo per scopi civili ma bensì militari.
Con l'inasprimento delle sanzioni, l'Unione Europea crede di poter tenere sotto scacco l'Iran, dimenticandosi forse che è Teheran ad avere, in questo campo, il coltello dalla parte del manico.
Come ricorda infatti Moayed Hosseini Sadr, membro della Commissione Energia del Parlamento iraniano, "se le esportazioni di petrolio verso l'Europa, che sono circa il 18 per cento delle esportazioni iraniane di petrolio sul totale, si fermeranno, gli europei saranno sicuramente colti di sorpresa, comprenderanno il potere dell'Iran e si renderanno conto che l'istituzione islamica non soccomberà alle 'politiche' europee" (agenzia Fars).
E probabilmente, infatti, l'Unione Europea sarà rimasta almeno un po' meravigliata nell'apprende che domenica 29 gennaio il Parlamento iraniano approverà un disegno di legge che richiederà al governo di "cessare immediatamente le esportazioni di petrolio verso l'Europa", come riporta l'agenzia Fars.
In poche parole, l'Iran vieterà (se il disegno di legge sarà approvato, come pare) dalla prossima settimana ogni esportazione di petrolio diretto verso i 27 membri dell'UE.
Dopo che l'Unione Europa ha deciso di non acquistare più petrolio dall'Iran a partire da luglio, l'FMI avvertì immediatamente che "il prezzo del greggio potrebbe salire dal 20-30 per cento" se il governo di Teheran si fosse "vendicato" interrompendo del tutto, e subito, le sue esportazioni di petrolio.
Insomma, soprattutto in questo periodo di crisi economica, la politica estera dell'Unione Europea non sembra essere troppo lungimirante, sempre che questa guerra non la si voglia combattere solo diplomaticamente.
E mentre, come riporta l'agenzia Fars, alle compagnie petrolifere europee come Total e Shell sarebbe già stato ordinato di cominciare ad abbandonare gli acquisti di petrolio iraniano, Teheran ha fatto capire che non sarebbe stata di certo a guardare, anche perché fonti diplomatiche rivelano che all'Iran questo blocco di esportazioni verso l'UE cambierà poco o nulla. C'è infatti alle porte dell'Iran un mercato molto più grande da andare ad aggredire, e cioè quello cinese.
Come avrebbe fatto notare anche il direttore generale della Total, Christophe de Margerie, è probabile infatti che "il petrolio iraniano andrà da qualche altra parte" e che le sanzioni UE, oltre probabilmente a danneggiare i paesi europei, non incideranno molto sulla politica economica dell'Iran, visto che diversi analisti sono pronti a scommettere che riusciranno comunque ad esportare lo stesso quantitativo di petrolio, solo che sarà diretto principalmente verso la Cina. Se si pensa che in Europa i maggiori acquirenti del petrolio iraniano, oltre a Total e Shell, sono gli italiani e le aziende spagnole e greche, tutto forse potrebbe diventare molto più chiaro.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: