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Iran si unisce al progetto ITER per fusione termonucleare controllata

In base all'accordo sul programma nucleare, l'Iran non può costruire la bomba atomica. Al contempo però può partecipare allo sviluppo di una tecnologia che sostanzialmente crea la stessa fusione termonucleare dell'atomica, ma controllata. Iran infatti è in trattative per unirsi al progetto ITER.

L'Iran è in trattative per unirsi al progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) al fine di costruire il più grande tokamak del mondo, impianto sperimentale che in teoria attraverso il confinamento magnetico di isotopi di idrogeno allo stato di plasma, crea le condizioni affinché si verifichi, al suo interno, la fusione termonucleare allo scopo di estrarne l'energia prodotta. Il progetto ITER infatti ha come obiettivo quello di ottenere una fusione termonucleare controllata.

Da ricordare che l'Iran ha da appena un anno raggiunto un accordo sul suo programma nucleare con le 5+1 grandi potenze mondiali (Stati Uniti, Cina, Germania, Francia, Gran Bretagna e Russia). L'agenzia russa Sputnik rivela quindi che 6 ricercatori del progetto ITER del centro di Cadarache (Francia), dove il tokamak è in costruzione, si sono recati a Teheran per incontrare gli esperti iraniani.

Ali Akbar Salehi, a capo dell'Atomic Energy Organization of Iran, ha rivelato infatti che la possibiltà di partecipare al progetto ITER rientra nei parametri dell'accordo sul programma nucleare iraniano. Paradossalmente, quindi, all'Iran non viene concesso di sviluppare la bomba nucleare ma gli si dà la possibilità di partecipare ad una tecnologia che sostanzialmente crea la stessa fusione termonucleare dell'atomica, ma controllata.

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