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Iran e Arabia Saudita sull'orlo di un conflitto militare diretto?

Dopo l'esecuzione dell'attivista e religioso sciita Nimr al-Nimr sale la tensione tra Iran e Arabia Saudita, che da anni ormai sostengono le fazioni opposte nei vari conflitti sparsi nella regione, in Siria come nello Yemen. L'Arabia Saudita ritira tutti i suoi diplomatici in Iran, mentre Teheran accusa il governo saudita di stare cercando una scusa per favorire la tensione nella regione". Diversi esponenti politici non escludono quindi che potrebbe scoppiare un conflitto militare più diretto tra l'Arabia Saudita e l'Iran.

Continua a crescere la tensione tra l'Arabia Saudita e l'Iran. Dopo che l'Arabia Saudita sabato scorso ha giustiziato mediate decapitazione 47 persone, tra cui il 56enne sceicco sciita Nimr al-Nimr, un gruppo di manifestanti ha preso d'assalto l'ambasciata saudita a Teheran e un consolato a Mashhad. Nella giornata di domenica, il ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir ha quindi annunciato che tutti i loro diplomatici avrebbero dovuto lasciare l'Iran. Questa mattina, però, l'Iran critica la mossa dell'Arabia Saudita sottolineando: "Il governo saudita sta cercando una scusa per perseguire le proprie politiche poco sagge e favorire la tensione nella regione". Il vice ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian precisa inoltre che qualsiasi decisione saudita non cancellerà il "grande errore" di giustiziare Nimr, eminente critico della famiglia reale saudita nonché leader delle proteste sciite nella parte orientale dell'Arabia Saudita. Nimr aveva più volte invocato la secessione della provincia orientale dell'Arabia Saudita ricca di petrolio, dove vive la maggioranza sciita del regno, descrivendo i sunniti che vivono in quell'area come degli stranieri.

Ed infatti anche l'Ayatollah Ali Khamenei afferma che "il sangue ingiustamente versato da questo martire oppresso mostrerà senza dubbio ben presto il suo effetto e la vendetta divina si abbatterà sui politici sauditi". Gli fa eco il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (IRGC) che in un comunicato ha sostenuto che la morte di Nimr porterà la "rovina" della monarchia dell'Arabia Saudita, descrivendo l'esecuzione come un "atto di barbarie medievale". L'IRGC ha infatti paragonato il regime saudita allo Stato Islamico, che nella sua propaganda diffonde video di presunte decapitazioni. Infine, la Guardia rivoluzionaria iraniana ha sostenuto che l'esecuzione di Nimr è "parte di un complotto sionista per seminare discordia" tra sunniti e sciiti. Sull'agenzia iraniana Fars è inoltre apparso un commento dove Riyadh viene definita "la capitale terrorista del pianeta". In replica, sulla Saudi Press Agency si sottolinea invece che "il regime iraniano è l'ultimo al mondo che può accusare gli altri di sostenere il terrorismo, visto che è uno Stato che sponsorizza il terrore, ed è condannato dalle Nazioni Unite e da molti altri Paesi".

Anche Sheikh Abdul-Amir Kabalan, un esponente sciita in Libano, ha avvertio che l'uccisione di Nimr causerà "ripercussioni nei prossimi giorni" e dopo varie proteste scoppiate in Bahrain ma anche in India e a Londra, presso l'ambascita saudita, è dovuto intervenire il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon, il quale si è detto "profondamente indignato" per l'esecuzione di Nimr ma al contempo ha chiesto "calma e moderazione nella reazione". Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti da parte sua ha assicurato invece che Washington "continuerà a sollecitare i leader in tutta la regione ad adottare misure atte a calmare le tensioni". John Kirby, il portavoce del Dipartimento di Stato USA, ha infatti sottolineato che l'uccisione dell'esponente religioso sciita rischia di "esacerbare le tensioni settarie" in un momento in cui dovrebbero essere invece ridotte. L'Arabia Saudita e l'Iran sostengono infatti il conflitto in Siria da lati opposti, nonché guidano le opposte fazioni militari in Yemen, ormai sull'orlo del collasso economico e umanitario. Nello Yemen, i bombardamenti aerei sauditi contro i ribelli sciiti Houthi hanno finora causato almeno 6.000 morti, secondo le Nazioni Unite.

Alla CNN l'analista militare Mark Hertling avverte quindi che non è escluso che potrebbe scoppiare un conflitto militare più diretto tra l'Arabia Saudita e l'Iran. Ian Bremmer, presidente della società di consulenza Eurasia Group, evidenzia inoltre che in questo momento sia l'Arabia Saudita che l'Iran hanno interesse ad alimentare la loro naturale rivalità. L'Arabia Saudita, responsabile del crollo del prezzo del petrolio, è nel mezzo di una battaglia interna per la successione al trono. L'Iran invece dopo l'accordo sul nucleare ha bisogno di un modo per bloccare le ventate riformiste e occidentali.

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