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Iran: blog svela piano attacco di Israele. Fase uno, spegnere internet

Se lo avesse pubblicato WikiLeaks il mondo probabilmente gli sarebbe andato addosso. Per fortuna, a rivelare di un presunto piano d'attacco di Israele ai danni dell'Iran è un blogger israelo-americano, Richard Silverstein. La Fase uno prevede il fuori uso internet.

Un blogger israelo-americano, Richard Silverstein nel suo sito "Tikun Olam", sembra aver fatto quello che quotidianamente fa Julian Assange con il suo WikiLeaks, mentre una fonte israeliana di alto livello (che avrebbe ricevuto tali informazioni da un ufficiale delle Forze di Difesa israeliane) pare aver agito come (presumibilmente) il soldato Bradley Manning. E mentre Julian Assange è stato costretto a chiedere asilo politico in Ecuador per il suo lavoro giornalistico, e Bradley Manning è sotto processo, la fonte del blogger Richard Silverstein avrebbe specificato di aver passato i documenti di un presunto e imminente piano di attacco dell'Iran da parte di Israele perché "questi non sono tempi normali e temo che Bibi (Netanyahu, premier d'Israele, ndr) e Barak (ministro della Difesa, ndr) facciano maledettamente sul serio". Il dossier pubblicato su "Tikun Olam" rivelerebbe di un progetto di attacco da parte di Israele ai danni dell'Iran suddiviso in tre parti. Nella prima si ricorrerebbe alla tecnologia più sofisticata per mettere fuori uso internet, telefoni, radio, televisioni, comunicazioni satellitari, connessioni in fibra ottica degli edifici strategici del Paese, comprese le basi missilistiche sotterranee di Khorramabad e Isfahan. Nella seconda fase, Israele lancerebbe missili balistici in grado di coprire una distanza di 300 chilometri, "non dotati di testate convenzionali ma con punte rinforzate, progettate per penetrare in profondità". E c'è già chi pensa a testate "all'uranio impoverito", come quelle che pare siano state sganciate anche in Libia . La terza (ma non ultima) fase, stando a tale dossier, prevede il lancio di ulteriori missili per distruggere i sistemi di comando e controllo, di ricerca e sviluppo e persino le residenze del personale coinvolto nel piano di arricchimento dell'uranio. Infine, un satellite passerà sopra una Iran ormai semi-distrutta per monitorare la situazione, e le informazioni raccolte verrebbero passate a droni di tecnologia sconosciuta persino agli americani, che avrebbero il compito neutralizzare gli ultimi obiettivi. Nel dossier non sembrano esserci riferimenti ad un probabile attacco di riposta dell'Iran, ma tanto il ministro israeliano uscente della Difesa 'interna', Matan Vilnai, ha da poco assicurato che Israele "è preparato a uno scenario di guerra di 30 giorni su diversi fronti". Nella speranza che il blogger Richard Silverstein non debba ora chiedere asilo politico.

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