le notizie che fanno testo, dal 2010

Iran: accuse AIEA false. Se attaccata piano blocco commercio petrolio?

L'Iran respinge il rapporto dell'AIEA, preoccupata del fatto che Teheran starebbe testando ordigni nucleari. Stati Uniti e Israele sembrano sul piede di guerra, ma Ahmadinejad avrebbe già pronto un piano di difesa: bloccare il commercio del petrolio.

Nell'ultimo rapporto dell' AIEA (International Atomic Energy Agency) viene sottolineato come Teheran "potrebbe aver pianificato e avviato sperimentazioni preparatorie che sarebbero utili nel caso in cui volesse condurre un test per un ordigno nucleare", scatenando immediate reazioni soprattutto da parte di Stati Uniti e Israele, che non hanno escluso anche un possibile attacco militare verso l'Iran (http://is.gd/M5jY0u). L'Iran respinge invece la veridicità del rapporto dell'AIEA, sottolineando come l'Agenzia non sarebbe per niente "imparziale" e che il documento stilato sarebbe "squilibrato, non professionale e politicamente motivato". Mahmud Ahmadinejad, parlando alla tv di Stato, afferma che l'Iran in realtà non ha "bisogno della bomba atomica" per confrontarsi con gli Stati Uniti e tutti i suoi alleati, perché al popolo iraniano bastano infatti i propri "pensieri" e la propria cultura (come riporta l'Ansa). Ahmadinejad ricorda poi agli USA della loro "impudenza" nel puntare il dito contro l'Iran per una probabile bomba atomica in via di progettazione quando invece gli Stati Uniti "ne posseggono già 5.000", spendendo per questo oltre 81 miliardi di dollari, contro i 250 milioni dell'intero programma nucleare atomico. L'agenzia Fars (iraniana) stila invece ben 5 punti dove verrebbe smontato il rapporto di 15 pagine dell'AIEA, sottolineando come i "documenti siano vecchi di almeno sei anni e di dubbia autenticità quelli riportati nell'allegato", come riporta l'Ansa (http://is.gd/2u7rKO). I venti di guerra sembrano quindi cominciare a spirare sempre più insistentemente, ma pare che la reazione dell'Iran sia già pronta. Diverse fonti internazionali rivelerebbero che l'Iran contrasterebbe l'eventuale attacco da parte di Israele e Stati Uniti non tanto con azioni militari, ma soprattutto attraverso un "piano per bloccare il commercio del petrolio". Pare infatti che da quando, già nel 2006, vi è cominciata ad essere sempre maggiore attenzione verso il programma nucleare iraniano da parte dei Paesi occidentali, le Guardie Rivoluzionarie dell'Iran abbiano cominciato a "buttare" nei pressi dello Stretto di Hormuz delle "moored mines" (conosciute anche come "tethered mines"), cioè delle "mine ormeggiate" pronte ad esplodere (questo tipo di mine ha una durata di oltre 10 anni, alcune addirittura illimitata). L'obiettivo non sembrano essere però le navi nemiche ma "i passaggi del petrolio", visto che "un terzo del greggio" passa proprio "attraverso lo Stretto di Hormuz". Le Guardie Rivoluzionarie non lesinerebbero però anche il lancio di missili, e pare che abbiano già individuato "più di 100 obiettivi, tra cui la produzione di petrolio saudita e centri di esportazione del petrolio" come avrebbe dichiarato una fonte a diversi giornali internazionali. Un rapporto stilato il 1 novembre scorso, inoltre, preannuncia che una "interruzione sostenuta" del petrolio "sarebbe devastante e paralizzante" per l'economia degli Stati Uniti, ipotizzando che se per caso ci fosse "un blocco di 30 giorni" nello Stretto di Hormuz gli USA perderebbero "quasi 75 miliardi di dollari in termini di PIL". Senza contare che il prezzo del petrolio pare che potrebbe schizzare ad oltre 500 dollari al barile. Sembra che la CIA però escluda un tale piano iraniano, spiegando che invece "l'Iran userebbe armi biologiche e nucleari se attaccati". Insomma, in entrambi i casi, lo scenario non sembra essere dei più ottimisti.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: