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Iran: UE verso blocco importazioni petrolio? Terzi ritira ambasciatore

Dopo l'assedio dell'ambasciata britannica a Teheran, l'UE decide di "ampliare le sanzioni esistenti" nei confronti dell'Iran e di esaminare misure aggiuntive per "colpire in modo pesante il sistema finanziario iraniano, nel settore dei trasporti e in quello energetico".

Sarebbe stata una "fazione vicina alla Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ad organizzare l'assalto" all'ambasciata britannica "per provocare tensione con l'Occidente, così da bloccare ogni possibile trattativa tra l'entourage presidenziale e gli Stati Occidentali". E' così che una fonte del ministero degli Esteri iraniano spiega all'AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL (http://is.gd/ktcsM9) cosa ci sarebbe dietro l'assedio di martedì scorso presso l'ambasciata della Gran Bretagna, che ha portato per volontà di Londra alla sua chiusura (http://is.gd/SxNYzw). Quindi "ogni forma di attacco o misura punitiva contro l'Iran soddisferebbe appunto la fazione sostenitrice di Khamenei", continua la fonte. Nonostante questo, non solo dopo la Gran Bretagna hanno richiamato parte del personale diplomatico anche la Norvegia, la Germania, la Spagna e la Francia, ma al vertice dei ministri degli Esteri dell'UE si è infine deciso per un inasprimento delle sanzioni contro Teheran, aggiungendo quindi 143 società e 37 individui alla lista delle entità e delle personalità colpite dal bando dei visti e dal congelamento dei beni. Inoltre, i Paesi dell'UE hanno stabilito "una nuova tornata" di misure restrittive "in diversi settori, che saranno poi valutate in sede tecnica", come spiega il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi da Bruxelles. L'UE ha infatti deciso di "ampliare le sanzioni esistenti" contro l'Iran, e nelle prossime settimane verranno esaminate "in stretto coordinamento con i partner internazionali, misure aggiuntive tra cui alcune destinate a colpire in modo pesante il sistema finanziario iraniano, nel settore dei trasporti e in quello energetico", come riportano fonti del Consiglio dei ministri degli Esteri. Nell'aria si fa quindi sempre più reale l'idea di voler adottare non solo il congelamento dei beni della Banca centrale iraniana (CBI) ma anche il blocco delle importazioni di petrolio dall'Iran. Un provvedimento che vede il placet, primi fra tutti, della Francia, della Gran Bretagna e della Germania, nonostante alcuni Stati membri dell'UE importino molto petrolio dall'Iran. Secondo dati (del 2010) della Commissione europea, infatti, L'UE importa il 5,8% del suo petrolio dall'Iran, e i principali importatori sono Spagna, Belgio, Grecia e Italia. Il ministro Terzi annuncia intanto di "ritirare per consultazioni l'ambasciatore" italiano dall'Iran, anche per mandare "un segnale chiaro alle autorità iraniane" visto che l'attacco all'ambasciata britannica "è una violazione gravissima delle norme del diritto internazionale", cioè la violazione della convenzione di Vienna sull'immunità diplomatica. Terzi sottolinea inoltre che sarebbe "necessario accrescere la pressione sull'economia iraniana per convincere la dirigenza che la strada del dialogo è l'unica possibile", confermando che "si sta discutendo di misure sull'energia" ma che per adesso "è prematuro dire in quali settori". Per adesso, al contrario di quanto affermato solo poche settimane fa (leggi "AIEA: Iran ha armi atomiche. Israele e non solo sul piede di guerra" http://is.gd/M5jY0u), non sembra che si parli di azioni militari contro l'Iran. Subito dopo il contestato rapporto dell'AIEA, però, fonti internazionali (Guardian) riportavano che "forze armate britanniche" stavano "intensificando i loro piani di emergenza per eventuali azioni militari contro l'Iran", così come anche gli Stati Uniti stavano considerando "l'invio di navi da guerra nell'area, cercando di espandere i legami militari con i sei paesi della Cooperazione del Golfo: Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman", come riportava il New York Times. La Russia ha già lasciato intendere che non accetterebbe alcuna azione militare contro l'Iran, tanto che il loro ministro degli esteri, Serghiei Lavrov, era arrivato ad affermare che "la situazione iraniana sta seguendo un copione scritto da qualcuno con l'unico obiettivo di sollevare la contrapposizione". Anche la Cina si schiererebbe dalla parte di Teheran, e pare che il Generale Zhang Zhaozhong, professore alla Università Nazionale Cinese della Difesa, avrebbe detto sui media cinesi che la Cina non esiterà a proteggere l'Iran anche se ciò significherebbe aprire la strada alla "Terza guerra mondiale". Russia e Cina, quindi, sarebbero pronte a mettere il loro veto se all'ONU si dovesse decidere di votare per una opzione militare contro l'Iran. Indiscrezioni vorrebbero inoltre che navi da guerra statunitensi sarebbero già di stanza subito fuori le acque territoriali iraniane. Come già riportato (leggi "Iran: accuse AIEA false. Se attaccata piano blocco commercio petrolio?" - http://is.gd/DX6FY7), l'Iran avrebbe comunque pronto un piano d'emergenza se attaccata, attraverso un "piano per bloccare il commercio del petrolio", facendo saltare con delle "mine ormeggiate" da tempo "i passaggi del petrolio" nello Stretto di Hormuz, dove passa "un terzo del greggio". Bloccando, di fatto, l'economia di mezzo mondo.

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