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Iran: Stretto di Hormuz pronto ad "esplodere"? Il Wargame ha inizio

L'Iran è chiaro, "se venissero adottate sanzioni contro il petrolio iraniano, nessuna goccia di greggio passerebbe più dallo Stretto di Hormuz". Gli USA minacciano un attacco in caso ciò fosse realizzato, ma il "wargame" sembra essere già iniziato.

La tensione tra l'Iran e il mondo occidentale continua a salire. A riaccendere la scintilla questa volta sono state le sanzioni economiche che gli Stati Uniti, ma non solo, si apprestano ad inasprire per rispondere al programma nucleare iraniano, che secondo un rapporto dell'AIEA si starebbe arricchendo (e proprio il caso di dirlo) di armi atomiche. Il Congresso americano ha approvato una legge che penalizza qualsiasi società che fa affari con la Banca centrale iraniana, che gestisce le transazioni di petrolio dallo stato del Golfo, mentre l'Unione europea starebbe prendendo in considerazione l'idea di procedere ad un embargo delle esportazioni petrolifere di Teheran, misure che potrebbero essere adottate già il prossimo 30 gennaio, durante la riunione dei ministri degli Esteri UE. "Se venissero adottate sanzioni contro il petrolio iraniano, nessuna goccia di greggio passerebbe più dallo Stretto di Hormuz" ha però precisato il vice presidente iraniano, Mohammad Reza Rahimi, spiegando che l'Iran non ha "alcun desiderio di ostilità", che però potrebbe rendesi inevitabile se "l'Occidente non desisterà dal suo piano" di applicare le ulteriori sanzioni. La risposta degli Stati Uniti non si è fatta attendere, e attraverso un portavoce della quinta flotta, il braccio della marina statunitense nel Bahrein, è stato chiarito che "chiunque minacci di perturbare la libertà di navigazione in uno stretto internazionale è chiaramente fuori della comunità delle nazioni" aggiungendo che "qualsiasi interruzione non sarà tollerata". Gli Stati Uniti, quindi, lasciano intendere (e non è nemmeno la prima volta) di essere pronti a qualsiasi tipo di azione, anche di guerra. Pochi giorni fa il Segretario della Difesa degli Stati Uniti, Leon Panetta, nel corso di una intervista alla Cbs ha infatti ribadito che "gli Stati Uniti useranno tutti i mezzi necessari per impedire all'Iran di sviluppare un'arma nucleare", e sembra che Israele e gli USA stiano cercando un accordo per cercare di formulare delle "red lines" riguardo al programma nucleare della Repubblica Islamica, oltre le quali scatterebbe l'attacco congiunto. Ma l'Iran non sembra farsi intimorire, tanto che l'ammiraglio Habibollah Sayyari, parlando alla Press Tv, sottolinea come "chiudere lo Stretto di Hormuz, per le forze armate iraniane, sarebbe più facile che bere un bicchiere d'acqua" ma che attualmente, aggiunge, "non abbiamo bisogno di farlo perché abbiamo il mare di Oman sotto controllo e possiamo controllare il transito" delle navi. Molti analisti ipotizzano che le dichiarazioni di Habibollah Sayyari come del vice presidente iraniano siano non solo controproducenti (dallo Stretto di Hormuz passa anche il petrolio iraniano) ma esagerate, anche se le notizie riportate dalla Fars (agenzia di stampa iraniana) lasciano intendere permomeno la preparazione strategica dell'Iran. Come già pubblicato dal nostro blog lo scorso novembre (leggi "Iran: accuse AIEA false. Se attaccata piano blocco commercio petrolio?" http://is.gd/DX6FY7), l'Iran sarebbe infatti pronta da tempo a bloccare il passaggio del petrolio che transita nello Stretto di Hormuz, visto che a quanto pare le Guardie Rivoluzionarie dell'Iran avrebbero "cominciato a 'buttare' nei pressi dello Stretto di Hormuz delle 'moored mines' (conosciute anche come 'tethered mines'), cioè delle 'mine ormeggiate' pronte ad esplodere (questo tipo di mine ha una durata di oltre 10 anni, alcune addirittura illimitata)". Proprio in questi giorni, inoltre, la Fars comunica che le forze navali iraniane hanno iniziato un "Wargame" (esercitazioni), ribattezzato come Velayat 90 (Supremazia) in una zona che si estende da est dello stretto di Hormuz nel Golfo Persico al Golfo di Aden, tra cui esercitazioni volte a fornire un passaggio sicuro per le navi della marina iraniana attraverso la distruzione di mine galleggianti grazie ad elicotteri RH. La Fars in queste ore ha anche annunciato che la marina militare iraniana, sempre nel corso del Valayat 90, "lancerà avanzati missili a corto raggio, medio raggio e lungo raggio ed anche siluri intelligenti", ricordando come nel mese di agosto il presidente Ahmadinejad aveva presentato un missile anti-nave da crociera, soprannominato Qader, con un raggio d'azione di 200 km e una testata di 220 kg, in grado di distruggere imbarcazioni pesanti del nemico. Il siluro, spiega sempre la Fars, può essere lanciato da sottomarini, ed è in grado di operare in condizioni atmosferiche diverse, in acque basse o profonde. Pare infatti che le Guardie Rivoluzionarie non si limiterebbe a far "esplodere" il passaggio del petrolio nello Stretto di Hormuz ma sarebbero anche pronte ad un lancio di missili, tanto da aver già individuato, come riportato da diversi media internazionali, "più di 100 obiettivi, tra cui la produzione di petrolio saudita e centri di esportazione del petrolio". Se comunque i venti di guerra non andranno a placarsi, diversi analisti hanno già annunciato che quella con l'Iran equivarebbe all'inizio della Terza Guerra Mondiale, visto che Russia e Cina sembrano già pronte a schierarsi con il governo di Teheran.

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