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Iran: Gran Bretagna "vecchia Volpe" chiude ambasciata Londra e Teheran

Dopo l'assalto all'ambasciata della Gran Bretagna a Teheran da un gruppo di manifestanti iraniani, Londra decide di chiudere le sedi diplomatiche. Le relazioni non sono ancora rotte, assicura Hague (ministro Esteri inglese). Ma quasi.

L'Occidente sta sfidando l'Iran. E il popolo iraniano, forse manovrato "dal governo di Teheran per ragioni di politica interna", come suppone Mark Toner, portavoce del dipartimento di Stato USA, comincia a reagire. Come nel 1979, quando ad essere presa d'assalto fu l'ambasciata americana, martedì un folla ha saccheggiato gli uffici dell'ambasciata della Gran Bretagna, bruciando le bandiere inglesi e trattenendo, per poco tempo, anche 6 diplomatici. Al centro della questione, come da qualche tempo a questa parte, le sanzioni e le pressioni che l'Occidente stanno portando avanti contro l'Iran, a causa del contestato programma nucleare (leggi "Iran: da sanzioni ad attacco militare. Copione per rovesciare regime?" http://is.gd/R3uIkD). La Gran Bretagna decide quindi di chiudere l'ambasciata iraniana a Londra, espellendo tutto il personale, e quella di Teheran, perché sarebbe una idea "fantasiosa" quella di pensare che le autorità iraniane non siano riuscite a proteggere l'ambasciata britannica, ma soprattutto che l'attacco non sia stato organizzato senza "un certo grado di consenso del regime" di Mahmoud Ahmadinejad, come afferma il ministro degli Esteri britannico William Hague. In realtà, tra le ipotesi c'è anche quella che riflette sul fatto che l'assedio dell'ambasciata sia stato orchestrato da gruppi più estremisti che tentano di minare il governo del presidente Ahmadinejad. Hague spiega comunque che la chiusura delle ambasciate non significa la "rottura delle relazioni diplomatiche nella loro interezza", ma sarebbe una "azione che riduce le relazioni (inglesi, ndr) con l'Iran ad un livello più basso ma compatibile con il mantenimento delle relazioni diplomatiche". Relazioni che rischiano però di chiudersi definitivamente, soprattutto se i 27 dell'Unione europea decidessero infine di adottare, come già si vocifera, non solo "sanzioni petrolifere" (e quindi bloccare le importazioni di petrolio dall'Iran) ma anche il congelamento dei beni della Banca centrale iraniana. La Gran Bretagna, chiamata dagli iraniani "la vecchia Volpe" (a causa dell'idea che Londra eserciti ancora un grande potere dietro le quinte nelle vicende iraniane e internazionali), la scorsa settimana aveva già imposto sanzioni sulla Banca centrale iraniana, ed è stata questa decisione ha scatenare la rabbia dei manifestanti. Gli Stati Uniti "condannano questo attacco nei termini più duri possibili", fa sapere il segretario di Stato USA, Hillary Clinton, e gli fa eco il presidente francese Nicolas Sarkozy, che definisce "scandaloso" l'assalto all'ambasciata della Gran Bretagna. L'Iran comunica di aver già istituito una commissione d'inchiesta per far luce su quanto avvenuto martedì, come spiega Morteza Tamaddon, il presidente della regione di Teheran e uno degli uomini più vicini ad Ahmadinejad, anche se il ministero degli Esteri iraniano sottolinea che la decisione britannica di chiudere le ambasciate sarebbe stata "avventata".

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