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AIEA, accesso negato a basi militari Iran. USA e Europa insorgono

Un team dell'AIEA (Agenzia internazionale per l'energia atomica) è appena ritornato dall'Iran, dove però non ha potuto visitare il "sito militare di Parchin", forse solo per "mancanza di tempo". Ma per Stati Uniti e Europa è la prova che Teheran starebbe violando le risoluzioni ONU sull'arricchimento dell'uranio.

In un rapporto l'AIEA (Agenzia internazionale per l'energia atomica) riferisce della sua recente visita in Iran, svoltasi tra il 20 e 21 febbraio 2012. Il team dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, una volta a Teheran, ha chiesto di poter accedere "al sito militare di Parchin", ma le autorità dell'Iran non glielo avrebbero permesso. "E' deludente che l'Iran non abbia accettato la nostra richiesta per visitare Parchin" ha affermato il Direttore generale dell'AIEA Yukiya Amano, precisando che l'Agenzia è impegnata "in uno spirito costruttivo" nonostante "nessun accordo sia stato raggiunto". Sembra di capire che l'AIEA fosse intenzionata a visitare il sito militare di Parchin per verificare se effettivamente il programma nucleare iraniano sia davvero pensato solo per scopi pacifici, come dichiara il governo di Teheran, o se invece l'obiettivo è il raggiungimento di un'arma atomica.
Il rifiuto dell'Iran di far entrare ispettori dell'AIEA in una propria base militare ha quindi suscitato l'indignazione degli Stati Uniti, con Tommy Vietor, portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, che sosterrebbe come il rapporto dell'Agenzia andrebbe a confermare il fatto che Teheran starebbe violando le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU sull'arricchimento dell'uranio.
"Le conclusioni di questo nuovo rapporto dell'AIEA contribuiscono ad aumentare le preoccupazioni sulla natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano" afferma invece l'alto rappresentante dell'UE per la politica estera Catherine Ashton tramite la sua portavoce. E se la Germania si unisce al coro di dissenso, a spendere una buona parola per l'Iran è il premier russo Vladimir Putin, che accusa l'Occidente di voler rovesciare il regime di Teheran, come spiega: "Penso che con la scusa della lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa si faccia un tentativo di altro genere, ci si prefiggano altri obiettivi: cambiare il regime".
Eppure il rapporto dell'AIEA non sembra aver suscitato tutto questo scandalo in Iran, e a spiegare un po' come sono andare le cose ci pensa l'agenzia Mehrnews.com che riporta semplicemente come "alla delegazione dell'AIEA non è stato consentito di ispezionare il sito militare di Parchin dal momento che non era stato raggiunto a tal proposito nessun accordo", come spiegherebbe l'ambasciatore iraniano presso l'agenzia delle Nazioni Unite per il nucleare, Ali Asghar Soltanieh.
Soltanieh sottolinea che "per ogni visita o accesso (ai siti militari, ndr) è necessaria una sorta di modalità e di accordo", precisando che una volta concordate l'accesso al sito militare di Parchin sarebbe stato accordato. Soltanieh specifica però infine che "a causa della mancanza di tempo" non è stato possibile raggiungere un tale accordo, rendendo impossibile la visita alla base militare.
Soltanieh ha quindi concluso che l'Iran vuole proseguire il lavoro di cooperazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, anche per elimimare ogni "ambiguità" in merito al programma nucleare iraniano. Un po' più maliziosamente, invece, l'agenzia Fars, vicina al regime di Teheran, pur riportando in sostanza la stessa vicenda, si domanda come mai "sebbene centinaia di telecamere a circuito chiuso siano state installate all'interno di impianti nucleari iraniani, l'AIEA ha ancora voglia di ispezionare le strutture militari che non hanno nulla a che fare con le attività nucleari dell'Iran".

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