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Intel, 6,5 milioni per risolvere accuse dell'Antitrust

Accusata di minacce, intimidazioni e repressioni contro i suoi concorrenti al fine di mantenere la posizione dominante sul mercato, Intel ha trovato l'accordo con la procura di New York. L'azienda produttrice di microprocessori pagherà così 6,5 milioni per risolvere le accuse di monopolio.

Sei milioni e mezzo per risolvere la causa di Antitrust. E' quanto ha accettato di pagare la Intel, azienda leader produttrice di microprocessori a livello mondiale, dopo che per due anni è stata accusata di minacce, intimidazioni e repressioni contro i suoi concorrenti, al fine di mantenere una posizione dominante sul mercato. L'accordo conclude un caso dove l'allora Procuratore Generale di New York e attuale governatore, Andrew Cuomo, aveva accusato Intel di aver violato le leggi statali e federali di Antitrust attraverso una campagna sistematica di intimidazione nel mondo, costringendo clienti come Dell, HP e IBM ad acquistare da loro i chip per i computer a discapito della rivale Advanced Micro Devices (AMD). L'accusa perse molta della sua forza quando il giudice distrettuale Leonard Stark, autorizzò le richieste di danni valevoli per un periodo di soli tre anni, e non per quattro o sei come si pensava. Tuttavia, dopo che Cuomo diventò governatore, Eric Schneiderman (ora Procuratore Generale) ha pensato bene che fosse arrivato il momento di raggiungere un accordo. Intel è sicuramente felice di aver risolto il caso, ma ha comunque voluto precisare che l'accordo non la costringe ad ammettere tutte le accuse, e per questo non si sente nemmeno obbligata ad apportare delle modifiche nella sua azienda. "Abbiamo sempre detto che le pratiche commerciali di Intel sono legittime, favorevoli alla competizione e vantaggiose per i consumatori", ha dichiarato Doug Melamed, Consigliere Generale di Intel.

Maurizio Maria Corona


TAG: Antitrust / Intel /

pagina pubblicata il 12/02/2012 | ultima revisione: 12/02/2012

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