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Riforma pensioni, Boeri: diritto acquisito è solo su ciò che si è versato

Stando agli attuali calcoli, nel 2050 per andare in pensione bisognerà avere 70 e 46 anni di contributi. Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, anticipa la proposta di riforma del sistema pensionistico evidenziando che "il diritto acquisito è solo su ciò che si è versato".

Stando agli attuali calcoli, nel 2050 per andare in pensione bisognerà avere 70 e 46 anni di contributi. Già dal 1 gennaio 2016, non basterà più avere 66 anni e tre mesi per incassare l'assegno previdenziale ma bisognerà attendere 66 anni e sette mesi (circolare Inps), tutto perché l'aspettativa media di vita si è allungata. E' questo infatti l'attuale parametro fondamentale del sistema previdenziale Inps, che "grazie" alla riforma Forneno scatterà dal 2019 non ogni tre anni ma ogni due anni. Nel frattempo, durante la trasmissione Otto e mezzo condotta da Lilli Gruber, il presidente dell'Inps Tito Boeri annuncia che entro giugno 2015 proporrà al governo una (ennesima) riforma su assistenza e previdenza. Boeri anticipa infatti che "il diritto acquisito è solo su ciò che si è versato", lasciando intendere che si potrebbe quindi intervenire (tagliare?) su quella parte delle pensioni che "eccede". Secondo un documento pubblicato dall'Inps, infatti, il 19% delle pensioni, se ricalcolate con il metodo contributivo, avrebbe una riduzione superiore al 40%. Inoltre, Boeri spiega che dovrebbe esserci "più flessibilità per l’accesso alla pensione ma dentro regole sostenibili", cioè assegno previdenziale più leggero.

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