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Marò: ottimismo di Terzi. Ministro indiano: "circostanza sventurata"

Per Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò trattenuti in India, accusati di omicidio, in attesa della decisione della Corte Suprema sulla giurisdizione del loro processo, si apre la speranza che la decisione venga presa nei prossimi giorni. Tra i due ministri degli Esteri indiano e italiano colloqui positivi.

La vicenda dei marò italiani trattenuti in India occupa la diplomazia italiana che attivamente si muove per la definitiva "liberazione" dei due militari del Reggimento San Marco. I due militari, imbarcati in servizio antipirateria sulla petroliera Enrica Lexie, sono accusati dell' omicidio di due pescatori indiani avvenuto il 15 febbraio 2012, scambiati dai fucilieri per pirati. Dopo la "licenza" accordata dalle autorità indiane per far passare le feste natalizie a Salvatore Girone e Massimiliano Latorre in Italia, ed il loro rientro "anticipato" nell'albergo di Kochi in India, la Farnesina fa sapere dei cordiali colloqui con il Ministero degli Esteri indiano. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi il 9 gennaio ha avuto infatti un colloquio telefonico con il ministro degli Affari Esteri indiano Salman Khurshid. Il ministro Terzi ha espresso il "forte auspicio" per una "rapida e positiva conclusione" della vicenda mentre il ministro Salman Khurshid, sempre secondo la nota della Farnesina, "ha da parte sua confermato che il rientro in India dei due militari italiani ha consolidato il clima di grande fiducia reciproca già esistente tra Italia e India". Nello stesso giorno, durante la trasmissione 'Prima di tutto' di Radio Uno, il ministro Giulio Terzi poco prima di telefonare al ministro indiano, si "sbilanciava" parlando di una "speranza concreta" che la sentenza della Corte suprema indiana sul caso dei due marò italiani venisse "emessa nei prossimi giorni". Il ritorno di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre in India, non dato per scontato dall'opinione pubblica indiana, ha creato secondo il ministro italiano "un clima positivo" e "cambiato la percezione degli indiani nei loro confronti anche in Kerala", Stato indiano dove sono accusati di omicidio. Non a caso il giorno prima, il ministro indiano degli Esteri dichiarava all'ANSA: "Ringrazio i due militari e il governo italiano per avere rispettato i patti. Spero che la sentenza della Corte Suprema arrivi presto così come è stato richiesto". La Corte Suprema indiana dovrà decidere sulla giurisdizione da applicare all'incidente: se avvenuto in acque ritenute indiane saranno processatiin India, se in acque internazionali saranno prosciolti dall'accusa di omicidio in India e la legge dovrà fare il proprio corso in Italia. Ma lo spiraglio di luce già si intravede. Salman Khurshid ha infatti affermato: "E' stata una circostanza sventurata".

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