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Marò: istanza contro uso polizia Nia. Mogherini: riportarli in Italia

I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone hanno presentato alla Corte Suprema dell'India una 'petition' (istanza) in cui si oppongono all'utilizzazione della polizia antiterrorismo Nia (National Investigation Agency) per le indagini sul loro caso. Intanto, su Twitter, il ministro degli Esteri Federica Mogherini cinguetta: "Parlato ora con il Ministro degli Esteri indiano Khurshid dei nostri marò. Lavoriamo per riportarli in Italia".

"Parlato ora con il Ministro degli Esteri indiano Khurshid dei nostri marò. Lavoriamo per riportarli in Italia" cinguetta su Twitter il ministro degli Esteri Federica Mogherini. A Federica Mogherini, sempre via Twitter, risponde Elio Vito, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Difesa, che sottolinea: "Bene, ne parleremo anche alla Camera la prossima settimana quando voteremo, spero senza fiducia, il Decreto missioni internazionali". Intanto, l'Ansa informa, dopo averlo appreso da fonti giudiziarie a New Delhi, che i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone hanno presentato alla Corte Suprema dell'India una 'petition' (istanza) in cui si oppongono all'utilizzazione della polizia antiterrorismo Nia (National Investigation Agency) per le indagini sul loro caso. I due marò, nella loro istanza, sottolineano infatti che per la sua natura di polizia antiterrorismo, la Nia non può quindi agire senza la presenza di specifiche leggi speciali, come il Sua Act. L'accusa, però, ha rinunciato all'uso della legge indiana antiterrorismo e antipirateria per incriminare i due sottoufficiali di marina italiani.

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