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Marò in India prima del "limite". Cutillo: "rispettiamo legge indiana"

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani accusati di omicidio, sono tornati molto prima del "termine ultimo" imposto dalle autorità indiane. Un segno di affidabilità sottolineato dal console generale d'Italia Giampaolo Cutillo.

I marò italiani accusati dell'omicidio di due pescatori indiani (avvenuto il 15 febbraio 2012) mentre erano in servizio antipirateria a bordo dell petroliera italiana Enrica Lexie sono tornati in India come da accordi con le autorità del Paese . Massimiliano Latorre e Salvatore Girone si sono presentati il 4 gennaio a Kochi dopo aver consegnato i passaporti alla procura di Kollam, tornando alla condizione di libertà su cauzione di cui godevano prima della "licenza natalizia". La cauzione che ha permesso la partenza dei marò in Italia, come richiesto dall'Alta corte del Kerala (60 milioni di rupie, pari a circa 827 mila euro) è stata restituita alle autorità italiane. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono rientrati quindi molto prima del "limite" concesso per la "licenza", ovvero le tre del pomeriggio del 10 gennaio 2013. Una decisione che dovrebbe calmare le polemiche di stampa che in India descrivevano i due marò quasi come possibili "fuggiaschi" per vie "diplomatiche". Il console generale d'Italia Giampaolo Cutillo, che ha accompagnato i due marò in tutte le fasi del loro ritorno in India, ha affermato ai media indiani: "Spero che il popolo indiano, in particolare del Kerala, si sia reso conto che il nostro paese rispetta la legge indiana e il suo sistema giudiziario". I marò sono ora nel "loro" albergo di Kochi, dove vivono con obbligo della firma giornaliera, e dove sono stati accolti con le tradizionali ghirlande di fiori di benvenuto. Intanto dal primo gennaio il capo della commissione investigativa che ha incriminato i marò è stato sostituito da un nuovo funzionario, per via di una promozione. I due militari italiani saranno sotto processo il 15 gennaio a Kollam, anche se si attende la decisione della Corte suprema dell'India sulla giurisdizione del caso. Se questa infatti giudicasse che il fatto è stato commesso in acque internazionali il processo di fermerebbe e Massimiliano Latorre e Salvatore Girone tornerebbero in Italia, dove è stato aperto un fascicolo sul caso da parte della procura di Roma.

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