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Marò "candidati"? Maglie propone, La Russa mette a disposizione liste

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone candidati "per non farli tornare in India", scrive Maria Giovanna Maglie su Libero Quotidiano. E Ignazio La Russa del neonato partito "Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale", ex ministro della Difesa dell'ultimo governo Berlusconi, mette a disposizione "i posti migliori nelle liste per i due marò".

Il nuovo partito politico fondato da Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto che si chiama "Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale" prende posizione sulla situazione dei Marò italiani accusati in India di omicidio. I due militari del Reggimento "San Marco", Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, oggi in "licenza speciale" in Italia (torneranno entro il 10 gennaio in India), sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani, scambiati per pirati, il 15 febbraio scorso, mentre i marò erano a bordo, come guardie di sicurezza, della petroliera italiana Enrica Lexie, al largo delle coste del Kerala. Ignazio La Russa alla presentazione del nuovo movimento politico ha affermato: "Mettiamo formalmente a disposizione i nostri posti migliori nelle liste per i due marò che rientreranno in Italia". Ma è stata Maria Giovanna Maglie a proporre sulle pagine di Libero Quotidiano la "candidatura" dei marò: "Candidiamoli per non farli tornare in India". Scrive Maglie: "Tornare in India il 10 gennaio ora che finalmente li lasciano andare, sia pur per quindici giorni e a caro prezzo? Massimiliano Latorre e Salvatore Girone hanno dato la loro parola di italiani e bene hanno fatto, ma l'Italia non è tenuta a lasciarli tornare, al contrario sarebbe tenuta a farli restare qui e a giudicarli qui. Meglio, Latorre e Girone dovrebbero essere candidati ed eletti nel prossimo Parlamento, se in qualche partito oltre alla consueta bramosia di occupazione posti è sopravvissuto un barlume di buon senso". E' molto probabile che se i due marò non torneranno in India per aspettare la decisione sulla giurisdizione del processo da parte della Corte Suprema indiana, protrebbe scoppiare un caso diplomatico da non sottovalutare tra India e Italia.

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