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Marò, India frena: no pena di morte? Mai data garanzia su sentenza ad Italia

Dopo che Giulio Terzi, ministro degli Esteri, ha assicurato che i due marò tornati in India non avrebbero corso il pericolo di una condanna a morte, il ministro della Giustizia indiano frena: mai stata data "alcuna garanzia" all'esecutivo italiano.

L'accoglienza in India dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non sembra essere delle migliori, nonostante le rassicurazioni di Giulio Terzi, ministro degli Esteri, fatte prima della loro partenza. La Farnesina, dopo aver creato uno strappo diplomatico con l'India anunciando di non voler più far tornare indietro i due marò a cui era stato concesso un mese in Italia per permettergli di votare, aveva infatti assicurato che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non avrebbero rischiato la pena di morte. Giulio Terzi aveva precisato che la decisione del ritorno in India dei due marò è stata presa dopo che l'Italia ha avuto "la garanzia sull'assoluta incolumità e libertà personale dei nostri ufficiali di marina; la garanzia sul fatto che la Corte che dovrebbe essere istituita per giudicarli non potrà in alcun modo giudicarli per reati che prevedono la pena di morte; la garanzia che il problema dell'immunità diplomatica del nostro Ambasciatore fosse definitivamente risolto". Dall'India, però, arrivano notizie che sembrano non confermare tali assicurazioni. Il ministro della Giustizia indiano Ashwani Kuma, nel corso di una intervista, avrebbe spiegato che il governo non avrebbe fornito "alcuna garanzia" all'esecutivo italiano in merito alla sentenza che verrà pronunciata dal Tribunale. "Come può il potere esecutivo dare garanzie sulla sentenza di un tribunale?" fa infatti notare Ashwani Kuma. Nel frattempo, l'Alta Corte di Nuova Delhi ha emanato un'ordinanza per formare uno speciale organo giudicante per i due marò, come stabilito nella sentenza della Corte Suprema del 18 gennaio. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone verranno quindi processari, per l'uccisione di due pescatori indiani che sarebbero stati scambiati per pirati, da un Tribunale ad hoc. Si attende inoltre l'intervento alla Camera sulla vicenda del ministro degli Esteri Giulio Terzi e del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola.

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