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Marò, India allerta aeroporti: ambasciatore italiano non può partire

Sembrano cominciare ad incrinarsi i rapporti tra India ed Italia, dopo la decisione, annunciata dalla Farnesina, che i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non sarebbero ripartiti come promesso. L'India sembra che non voglia far partire l'ambasciatore italiano Daniele Mancini.

Sembra che l'affaire marò cominci ad allargarsi. In contrasto, da quanto si apprende, con l'articolo 29 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche che sancisce come gli ambasciatori non possono "essere soggetti a nessuna forma di arresto o detenzione", le autorità dell'India diramano un avviso diretto ai loro aeroporti. L'ambasciatore italiano in India, Daniele Mancini, prima della partenza per l'Italia dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, aveva infatti fornito alla Corte suprema dell'India un documento scritto con la garanzia che i due militari, accusati di aver ucciso due pescatori indiani, sarebbero rientrati il 22 marzo. Pochi giorni fa, invece, la nota della Farnesina che comunicava la non intenzione, da parte dell'Italia, di far ritornare in India i due marò Girone e Latorre . E così il ministero dell'interno di Nuova Delhi avrebbe allertato tutti gli aeroporti indiani infomrando loro che l'ambasciatore italiano Daniele Mancini non può partire "senza autorizzazione". Fonti del ministero di Nuova Delhi spiegherebbero che tale allerta sarebbe diretta conseguenza di una ordinanza della Corte suprema indiana che impedirebbe "all'ambasciatore italiano di lasciare l'India". Da quanto si apprende , Mancini dovrebbe infatti, se avesse intenzione di lasciare l'India prima della prossima udienza sul caso dei due marò Girone e Latorre, fissata per il 22 marzo, informare dapprima "le autorità per l'immigrazione". Inoltre, il ministero degli Esteri indiano ha convocato l'ambasciatore UE ed sospeso le procedure di insediamento del nuovo ambasciatore in Italia, Basant Kumar Gupta, che avrebbe dovuto partire oggi per Roma. Il ministero degli Esteri indiano, Syed Akbaruddin, ha infine auspicato che "l'Italia rispetti gli impegni presi con la Corte Suprema" ricordando che "il principio di base nel diritto pubblico internazionale è che gli impegni presi si rispettano".

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