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Mario Mauro: se marò non tornano in Italia, India violerà diritti umani

Il ministro della Difesa Mario Mauro, intervenendo nel programma "Prima di tutto" su Rai Radio 1, chiarisce: "E' del tutto plausibile che i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone tornino a casa: è l'unica soluzione che può preservare l'India dall'accusa di violazione dei diritti umani".

"Ci preme sottolineare che a dispetto di così tanto tempo senza la formulazione di accuse, è del tutto plausibile che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone tornino a casa: è l'unica soluzione che può preservare l'India dall'accusa di violazione dei diritti umani. In quale Paese democratico si può accettare che trascorrano due anni in un regime di privazione della libertà senza che il presunto reo si veda formulata un'accusa chiara?" afferma nel corso del programma "Prima di tutto" su Rai Radio 1 il ministro della Difesa Mario Mauro (Popolari per l'Italia). Mauro Mauro quindi spiega che il governo italiano a parlato del caso dei due marò "non solo l'UE, ma anche con Washington" rivelando: "Nei giorni scorsi ne ho parlato sia con Susan Rice, consigliere per la sicurezza USA sia con il segretario alla Difesa USA, Chuck Hagel. - spiegando - In questo momento, gli Stati Uniti, come molti altri Paesi, sono assai sensibili al tema della tutela del proprio contingente militare in Paesi esteri. Contingente che lavora per la pace e la democrazia, esattamente come facevano i due marò, che erano lì contro la pirateria". Il ministro della Difesa quindi precisa come "la comunità internazionale è quindi assai sensibile a questo tema", sottolineando "il paradosso" della vicenda dei due sottuficiali della Marina se si pensa "che l'attività anti-pirateria, quella che svolgevano Latorre e Girone e che svolgono molti Paesi europei nell'Oceano indiano, è a giovamento di quegli Stati, India compresa". Mario Mauro quindi conclude: "Massimiliano e Salvatore sono innocenti; semmai spetta alle autorità indiane provare il contrario. - e ribadisce - I tribunali interessati sinora si sono sconfessati fra loro: la Corte suprema ha smentito quella del Kerala, e ha cassato quel processo. Quindi, adesso possiamo affermare fondatamente che i nostri fucilieri sono stati nel tritacarne delle elezioni del Kerala, con la sconfessione della Corte suprema; e adesso rischiano di finire nel tritacarne mediatico delle elezioni federali indiane e proprio per questo è inaccettabile che a distanza di due anni non siano state formulate con chiarezza le accuse ai due marò". La Corte Suprema indiana ieri ha infatti chiarito che le accuse contro i due marò dovranno essere formulate nell'udienza fissata per il 3 febbraio 2014.

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