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India, Marò: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, Natale a casa?

I due marò italiani trattenuti in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, hanno richiesto al tribunale dello stato indiano di Kerala di poter passare il Natale in Italia. Intanto i familiari dei due militari sono stati ricevuti al Quirinale da Giorgio Napolitano.

Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale la mattina di venerdì 14 dicembre i familiari dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone "da dieci mesi trattenuti in India" come precisa una nota della Presidenza della Repubblica. Sui due militari pende l'accusa dell'omicidio di due pescatori indiani, scambiati per pirati, avvenuto il 15 febbraio scorso, mentre i marò erano a bordo, come guardie di sicurezza, sulla petroliera italiana Enrica Lexie, al largo delle coste del Kerala. I familiari dei due marò al Quirinale erano accompagnato dal Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola e dal Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata. "Il Capo dello Stato ha manifestato la propria solidarietà ai due sottufficiali della Marina Militare e ai loro familiari, esprimendo il sostegno del Paese e il costante, forte impegno delle istituzioni per una rapida soluzione della dolorosa vicenda", si legge nel comunicato diffuso dalla Presidenza della Repubblica. Intanto in India le agenzie riportano la notizia che Latorre e Girone avrebbero presentato venerdì un'istanza al tribunale dello stato indiano di Kerala, dove si chiede sia permesso loro di passare il Natale in Italia. I giudici indiani avrebbero accettato la richiesta, la risposta sarà data per la prossima settimana. In realtà la data in cui il tribunale di Kerala dovrebbe pronunciarsi sul "permesso natalizio" dei marò, pare coincidere con il 17 dicembre, "giorno in cui la Corte suprema dell'India dovrebbe emettere la sentenza definitiva sulla giurisdizione del caso" come ricorda Asia News. Nell'articolo Asia News intervista padre Giuseppe Faraci , missionario comboniano e cappellano militare, "che ha seguito in prima persona i due militari". Il missionario testimonia come in India i due marò siano stati sempre trattati con molta umanità e rispetto, sin da quando erano in carcere (ora sono in albergo, su cauzione, a Kochi, dove possono muoversi liberamente). "Ogni domenica vanno a messa - racconta padre Faraci ad AsiaNews -, io mando loro le prediche e le letture per aiutarli con l'inglese. In questi mesi hanno fatto un cammino umano e spirituale notevole, sono cresciuti. Il mio sogno, un giorno, sarebbe farli incontrare con le famiglie delle vittime, che sono persone meravigliose". In proposito, sempre su Asia News è molto interessante leggere l'intervista a p. Giuseppe Caraci di Giulia Mazza "Caso-Marò, il cappellano militare: Impariamo dalla carità dei pescatori indiani".

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